“Spazio sufficiente, ma c’è una criticità…”: l’architetto tra vantaggi e svantaggi del nuovo stadio del Milan

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Lorenzo Iadevaia
Classe 1996, appassionato a 360 gradi di calcio, sport con uno spiccato interesse per il campo della comunicazione, dell'informazione e dei media, è cresciuto professionalmente nelle web radio con sede in Toscana tra Prato e Firenze come speaker in programmi radiofonici e rubriche sportive e come web editor di un portale di informazione prima di approdare a Radio Rossonera in qualità di redattore del sito web e ritornare a occuparsi di calcio seguendo le notizie del mondo Milan. L’attenzione allo scenario social e il desiderio di essere sempre informato e aggiornato sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

Le valutazioni di Alessandro Zoppini sull’area scelta dal Milan per la costruzione del suo nuovo stadio di proprietà

L’architetto Alessandro Zoppini ha rilasciato un’intervista a La Repubblica sul nuovo stadio del Milan. L’architetto è stato chiamato a dare un primo esame sull’area San Francesco scelta dal Milan nel comune di San Donato Milanese. In passato il progettista è stato ha fatto parte dello studio Populous, tra i più famosi costruttori di impianti sportivi nel mondo, e ha seguito anche la gara per l’idea del nuovo San Siro. Zoppini al quotidiano generalista ha valutato l’area scelta dal Milan per la costruzione di un nuovo impianto di proprietà elencando i vantaggi e gli svantaggi della costruzione in quella zona. Qui un estratto dell’intervista al quotidiano.

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La valutazione sull’area del nuovo stadio del Milan

L’architetto Alessandro Zoppini è stato intervistato da La Repubblica in merito al nuovo stadio del Milan. L’esperto ha parlato della possibilità di costruire uno stadio in un’area incastrata da tangenziale e uffici: “Devo ammettere che sulle prime, quando Caa Icon, il consulente del Milan, ci ha incaricato per quello che si definisce il fit test per capire se lo stadio avesse uno spazio adeguato, ero scettico. Conoscevamo l’area per averla già studiata nell’ambito del progetto dell’Arena di Santa Giulia, che non era poi stata finalizzato. Ma dopo aver compiuto un esame approfondito posso dire che, pur non essendo grandissima, lo spazio è più che sufficiente”. Il progettista ha continuato sui vantaggi e gli svantaggi di una tale costruzione in un’area così urbanizzata: “Diciamo che l’area ha una grande criticità che riguarda la viabilità. Ma va studiata e si può risolvere, in collaborazione con Milano Serravalle e Autostrade. L’aumento inevitabile del traffico va sicuramente gestito, soprattutto andrebbero evitate sovrapposizioni di eventi ospitati all’Arena di Santa Giulia in costruzione per le Olimpiadi. E poi l’area è attraversata dalla linea ferroviaria con la fermata di San Donato e anche il capolinea della linea 3 del metrò non è lontano”.

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Le potenzialità di marketing con lo stadio

L’architetto sulle colonne del quotidiano generalista ha parlato cos’, invece, dei vantaggi della costruzione del nuovo stadio del Milan nell’area individuata a San Donato Milanese: “Il primo è di immagine. Lungo il raccordo per l’autostrada ci sono cinque milioni di passaggi all’anno. Per chi arriva a Milano dall’Autosole, lo stadio e in particolare la curva sud, quella storica dei tifosi del Milan a San Siro, sarebbe la prima cosa che vedrebbero. Non per nulla avevamo intitolato il nostro concept La porta di Milano. Tra l’altro si vedrebbe anche dal treno per chi arriva con l’Alta velocità. E su certe rotte, sarebbe visibile anche da chi atterra a Linate. Lo stadio e la curva sud diventano così un simbolo, un marchio con tutte le sue potenzialità di marketing. Almeno noi lo avevamo pensato così. Ma ora il progetto mi sembra cambiato e nella parte sud dell’area ci sono progetti immobiliari che da sud coprono lo stadio. Si vedrà la nord per chi arriva dall’altra parte”. Sulla possibilità di ospitare altri immobili il progettista ha evidenziato le problematiche non insormontabili: “Il problema del sito non è la lunghezza che è molto buona ma la larghezza. La difficoltà è far entrare lo stadio rispettando le regole che prevedono una inclinazione di 15 per cento sull’asse nord sud per non creare problemi di visibilità ai portieri se si trovassero contro sole. Ma comunque ci sta. Un ulteriore sviluppo immobiliare ci sta, poi bisogna sempre vedere la compatibilità in base a quello che ci vorranno fare”.

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