Milan, De Stefano in ESCLUSIVA: “PIF-RedBird: la verità e il peso del nuovo stadio”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervenuto in esclusiva a Radio Rossonera Talk, Tobia De Stefano ha commentato la questione relativa al possibile cambio di proprietà nel Milan e al ruolo del nuovo stadio

Dopo mesi di speculazioni, dichiarazioni delle parti in causa e polemiche, l’iter per la costruzione del nuovo stadio del Milan sembra finalmente aver trovato il semaforo verde. Intervenuto in esclusiva a Radio Rossonera Talk, Tobia De Stefano ha commentato la questione relativa al possibile cambio di proprietà nel Milan e al ruolo del nuovo stadio.

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L’importanza del nuovo stadio del Milan

Dopo i contatti col fondo PIF, come si evolverà la situazione relativa ad un possibile cambio di proprietà?

“Quello che sappiamo e che ufficiosamente non viene smentito è che c’è la necessità da parte di RedBird di pagare anticipatamente Elliott per il prestito fatto di 550 milioni per l’acquisto del Milan, con interessi al 7% per anno. Chi è disposto eventualmente ad entrare prendendo il 49% senza avere potere decisionale? Difficile da trovare. Sappiamo che ci sono stati contatti nel mese di dicembre sia con Investcorp che con PIF. Nel primo caso non c’è stato un seguito, mentre quelli con PIF sì. E’ stata riportata la notizia di rappresentanti di Aramco a Milano per portare avanti la trattativa.

La difficoltà emersa a dicembre era che PIF non avrebbe accettato di entrare come socio di minoranza, quindi o si tratta di una maggioranza o di una partnership che può proseguire avendo come centrale il tema dello stadio. Per portare a termine il progetto serve circa 1 miliardo, impossibile da coprire interamente tramite prestiti bancari: per un 30/40% del totale c’è dunque la necessità di trovare una liquidità che Cardinale al momento non ha a disposizione e che Elliott non è intenzionato a mettere in gioco”.

Il prestito scade ad agosto 2025…

“Nel normale andamento dei rapporti delle operazioni finanziarie, è anche giusto e corretto che RedBird, a un anno dalla scadenza sia alla ricerca di qualcuno che anche anticipatamente ripaghi il prestito. Il problema è capire a che tassi”.

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 La questione Blue Sky

Come rientra Blue Sky nella questione?

“Era il socio di Elliott prima che ci fosse la cessione a RedBird. C’è una causa in corso, in quanto Blue Sky ritiene che i suoi diritti non siano stati rispettati e che la cessione del Milan si è tenuta senza che tale fondo sia stato consultato. Di conseguenza, Blue Sky avrebbe dovuto ricevere 117 milioni da questa operazione. Si attendono gli esiti dei controlli che stanno effettuando gli inquirenti sui documenti a tal proposito. Nel caso in cui dovesse esserci un nuovo caso di proprietà, questo è un elemento da tenere in considerazione”.

Prevedi un passaggio di proprietà nel breve?

“Non so esattamente quando, ma secondo me è molto probabile che avverrà, e sarà cruciale la questione stadio”.

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