Stadio nuovo: la scelta, i lavori e la fine di San Siro

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Dopo mesi di dibattiti, petizioni e dopo la delibera arrivata lo scorso novembre dal Comune, ieri è arrivata l’ufficialità: il nuovo stadio di Milan e Inter si farà e sarà quello del progetto “La Cattedrale“.

Il discorso iniziato dalle due società con la presentazione dei progetti nel 2019 è culminato con la scelta del progetto dello studio americano Populous, preferito alla proposta italiana dei “Due Anelli di Milano“. L’esperienza di Populous nel campo degli impianti sportivi è stata forse la chiave per la decisione finale. Gli architetti dello studio hanno infatti sviluppato negli ultimi 38 anni più di 3200 progetti nell’ambito dello sport, dando vita a capolavori come il nuovo stadio di Wembley, il nuovissimo Tottenham Hotspur Stadium e l’Estadio Da Luz di Lisbona, casa del Benfica.

Nonostante la presentazione di un progetto completo arriverà solamente nel corso del 2022, le idee di Populous per La Cattedrale sembrano molto chiare.

– Lo stadio rappresenterà per prima cosa un’icona celebrativa di quello che il patrimonio artistico di Milano offre ai suoi cittadini. Sarà infatti ispirato ai due edifici simbolo della città: Galleria Vittorio Emanuele ed ovviamente il Duomo.

– A livello di numeri, il nuovo impianto avrà una capienza tra le 60 e le 65mila persone, in linea con i bisogni di due grandi società come Milan e Inter. Secondo il Corriere della Sera, più di 10mila di questi posti saranno “premium” così da poter permettere esperienze migliori e di conseguenza introiti maggiori. A livello fisico, La Cattedrale sorgerà nella zona dove oggi ci sono i parcheggi.
A fronte di un costo complessivo di 564 milioni di euro (Gazzetta dello Sport), le stime parlano di un guadagno annuo di 80 milioni per ogni club. Siamo lontani dagli 1,2 miliardi immaginati dallo studio per il progetto del 2019.

– Oltre all’impianto in sé, il progetto per ora prevede la riconfigurazione dell’area dove in questo momento sorge San Siro. Verrà realizzato un distretto per lo sport e il tempo libero, insieme ad un parco pubblico di circa 50mila metri quadri, circa il 40% dei 110mila metri quadrati nei quali si svilupperà l’area nel complesso. Rispetto ai rendering presentati nel 2019, sono spariti i due grattacieli dove sarebbero stati ubicati hotel e uffici. I parcheggi, che ora occupano il 30% della superficie dell’area di lavoro, saranno completamente interrati.

– Ma quindi che fine farà San Siro? Nonostante il fronte del “no” alla demolizione dell’edificio oggi sia ancora molto grande, San Siro verrà abbattuto anche se non del tutto. Una delle condizioni poste dal comune per concedere il pubblico interesse al progetto era infatti quella di non demolire completamente lo stadio, riutilizzandolo in qualche modo. L’idea dello studio americano è al momento quella di salvare un terrazzone coperto con una torre, una parte del secondo anello e un pezzo della copertura costruita per Italia 90. Questi pezzi verranno utilizzati per la costruzione del distretto commerciale.

– Il progetto di Populous, in linea con le aspettative e le richieste ambientali degli ultimi anni, si propone di dotare le due società di una struttura all’avanguardia anche per quanto riguarda l’ecosostenibilità. Come si legge nel comunicato stampa, l’impianto inserito nel verde sarà totalmente “ad impatto zero, certificato LEED grazie ai migliori materiali e alle più recenti tecnologie di risparmio idrico ed energetico impiegate e all’abbattimento delle emissioni acustiche“.

– Parlando invece di date, l’inizio dei lavori è stimato per il 2023. L’attuale San Siro rimarrà in piedi fino al 2026, in modo tale da poter permettere alle due società di giocare nel nuovo impianto a partire dalla stagione 2026-2027. Il completamento dell’intero distretto di San Siro è invece stimato per il 2030-2031.

Belle promesse sono arrivate direttamente dal presidente del Milan Paolo Scaroni: “Il Nuovo San Siro sarà lo stadio più bello del mondo contraddistinto da una forte identità e riconoscibilità. Uno stadio attrattivo, accessibile e sostenibile che rappresenterà una nuova icona per la città di Milano e consentirà di supportare lo sviluppo dei due club rafforzandone la competitività a livello internazionale“.

Rileggi QUI l’amarcord di Empoli-Milan
photocredits: nuovostadiomilano.com

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