Indice di liquidità: cosa cambia?

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La novità più importante a livello di regolamento per la stagione prossima è l’aumento del livello dell’indice di liquidità.

Questo però, come riporta Calcio e Finanza, non bloccherà il mercato. Il cambiamento è questo, perché finora il non rispettare le direttive dell’indice di liquidità comportava l’impossibilità di muoversi sul mercato. Da ora in poi, andrà solamente a pesare sull’iscrizione al massimo campionato italiano.

L’indice di liquidità è il rapporto tra quanto si spende e quanto si incassa, e ovviamente non può superare un certo limite. Chi controlla è la Covisoc (commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistico), e lo fa due volte l’anno.

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A livello di numeri veri e propri, l’indice è ora 0,6 (0,8 lo scorso anno) ma arriverà a 1 nel giro di tre o quattro anni.

Anche se sulla carta una sanzione più grave, questo è in realtà un modo per consentire alle società di avere più tempo per mettersi a posto: è uno dei tentativi del presidente della FIGC Gravina di aiutare le società sulle quali gravano le difficoltà finanziarie causate dalla pandemia. In pratica, continua il famoso portale, si punta a facilitare il più possibile il rispetto delle regole senza che le società possano rafforzarsi. Questo perché alla violazione dell’indice di liquidità si può porre rimedio mettendo mano al portafoglio: con un aumento di capitale o con versamenti diretti dei soci per coprire le perdite. Oppure proprio con il calciomercato, unica possibilità per molti presidenti in tempi di covid.

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