Dibattito pubblico relazione finale

San Siro, terminato il dibattito pubblico: cosa è emerso?

0 cuori rossoneri

Pochi minuti fa è terminata la relazione finale sul dibattito pubblico per il nuovo stadio a Milano di Milan e Inter a San Siro. Ecco cosa è emerso dalla relazione pubblicata sul sito ufficiale dell’evento.

LA PROPOSTA DEI DUE CLUB
L’area dell’intervento si estende per circa 298.000 metri quadri ed è limitata dalle vie Dessié, Harar, Tesio, Achille e dei Piccolomini. Gli interventi proposti prevedono, da un lato, la demolizione dello Stadio Meazza e la costruzione di un nuovo moderno impianto sportivo, identificato come “Comparto Stadio”, e un “Comparto Plurivalente”.

Il comparto stadio, che si sviluppa nella parte ovest dell’area, comprende il nuovo stadio, le aree di servizio e sicurezza, le infrastrutture di accesso e sosta carrabile e la mobilità pedonale. Il nuovo stadio avrà una capienza di circa 60.000 posti per una altezza di circa 30 metri, corrispondente a circa la metà dell’esistente Stadio Giuseppe Meazza. L’impianto è progettato per soddisfare alti standard di comfort e sicurezza per gli spettatori e le spettatrici, e per ridurre l’impatto acustico, le vibrazioni, il consumo energetico e idrico. Inoltre, al suo interno sono previsti punti vendita, ristoro e intrattenimento accessibili al pubblico per l’intera settimana e non solo durante gli eventi sportivi.

Il comparto plurivalente, che si sviluppa nella parte orientale dell’area, ha l’obiettivo di porre al centro gli spazi pubblici e la loro naturale vocazione pedonale, generando nuovi luoghi d’incontro e di socialità diffusa. Il comparto plurivalente è stato progettato per ospitare una pluralità di funzioni: il verde pubblico; le funzioni sportive e di socializzazione, le attività commerciali e per il tempo libero. Circa il 65% della superficie del comparto plurivalente sarà dedicato alla “Cittadella dello sport”, ovvero agli impianti e alle attrezzature sportive, aperta alla cittadinanza con valenza sociale, culturale e aggregativa. Il comparto ospiterà inoltre una struttura di circa 68.000 mq distribuiti su tre livelli e destinati ad attività commerciali, di ristorazione e intrattenimento. Il nuovo volume sarà completato da alcune attività complementari, corrispondenti a 9.000 mq di intrattenimento, 2.700 mq di museo e 1.300 mq di spazi per attività sportive (queste ultime due oggetto di futuro convenzionamento).

A completamento delle funzioni citate è previsto l’insediamento di circa 21.000 mq di SL di attività terziarie/uffici in corrispondenza dello sbocco del sottopasso Patroclo all’altezza di via Achille. Tale soluzione, necessaria al fine di garantire alle Società adeguati spazi di rappresentanza, ha permesso di migliorare sensibilmente la quantità di verde permeabile rispetto alle precedenti proposte. Alla base dell’edificio si ipotizza la collocazione di uno spazio congressi di circa 4.000 mq di cui si propone il convenzionamento.

La proposta prevede inoltre la realizzazione di diverse opere di urbanizzazione, come la realizzazione di nuove aree a verde pubblico, percorsi pedonali e la riqualificazione del sistema viabilistico esistente (fra le quali il tunnel Patroclo), per garantire l’accessibilità al sistema dei parcheggi interrati sia a servizio dello stadio, che a servizio delle funzioni complementari e funzionali all’impianto sportivo.

Per la realizzazione dell’intervento sono previste due fasi realizzative: • la prima prevede la costruzione del nuovo stadio, la demolizione e rifacimento del sottopasso Patroclo, la realizzazione di una centrale impiantistica del distretto (Energy Power Station), della torre uffici e centro congressi e relativi parcheggi interrati. I tempi previsti per il completamento di questa fase sono di circa 1.400 giorni (circa 3,8 anni). • la seconda fase prevede la completa demolizione dello Stadio Giuseppe Meazza, la realizzazione dell’edificio commerciale e i relativi interrati e copertura di verde calpestabile, nonché delle aree destinate all’uso pubblico. I tempi previsti per il completamento di questa fase sono di circa 1.000 giorni (circa 2,7 anni).

Il costo di investimento, a totale carico dei due club, è stimato in circa 1,3 miliardi di euro.

LEGGI QUI ANCHE   -“VIA PER MOTIVI DIVERSI”: L’EREDE DI RAIOLA SUGLI ADDII DI DONNARUMMA E ROMAGNOLI-

COSA E’ EMERSO DAL DIBATTITO?
Dal dibattito pubblico sembra emergere una generale condivisione rispetto alla necessità per le due Società di dotarsi di un impianto moderno e al passo con le nuove esigenze sportive, economiche e commerciali già perseguite dai più importanti club nazionali ed internazionali. A dividersi sono invece le posizioni che riguardano la realizzazione di un nuovo impianto rispetto alla ristrutturazione dello Stadio Meazza (tema trattato nei prossimi paragrafi).

Altro tema generalmente condiviso è la consapevolezza che l’area di San Siro presenti già delle evidenti criticità, soprattutto durante gli eventi sportivi e concertistici, che devono essere comunque affrontate, come ad esempio: la congestione viabilistica, la carenza di parcheggi, il rumore e le vibrazioni prodotte dall’attuale impianto, l’accessibilità all’area e allo stadio, la gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza26. Per quanto riguarda il nuovo stadio, alcuni dubbi sono stati sollevati rispetto alla scelta delle Società di non dotarsi ciascuna di un proprio impianto, anche in aree diverse da quella di San Siro. Su questi aspetti i proponenti hanno precisato che avere uno stadio condiviso rappresenta un esempio virtuoso di partnership tra due grandi squadre, oltre che rispondere ad un criterio di sostenibilità economica dell’intervento.

Per quanto riguarda la localizzazione del nuovo stadio i proponenti hanno più volte ribadito l’intenzione di voler restare, se vi saranno le condizioni, nel quartiere di San Siro per valorizzare un territorio legato profondamente alla storia sportiva della città e dei due club, e perché l’area ha caratteristiche che si prestano al progetto quali le dimensioni, l’accesso al trasporto pubblico, la vocazione sportiva dell’area.

LEGGI QUI ANCHE   -MAIGNAN, CALABRIA E SAELEMAEKERS VERSO IL RIENTRO! LE DATE DI RECUPERO-

CAPIENZA
Il tema della riduzione della capienza del nuovo stadio (60/65.000 posti) è stata più volte sollevata nel corso del dibattito pubblico. A preoccupare è che la riduzione dei posti disponibili possa portare ad un incremento dei prezzi dei biglietti (a danno delle fasce meno abbienti) con il rischio che il nuovo impianto possa perdere la connotazione inclusiva e popolare che ha avuto sino ad oggi lo Stadio Meazza. Inoltre, la riduzione della capienza porterebbe, secondo alcuni, ad una riduzione dei benefici indiretti del nuovo stadio sul turismo, commercio, occupazione e attrattività mediatica oltre che “sul indotto degli eventi: alberghi, ristorazione, cultura, trasporti”.

I proponenti hanno precisato che la scelta di fissare la capienza a circa 60mila posti deriva dall’analisi della media delle presenze effettive agli eventi sportivi, che negli ultimi sette anni, che non ha mai superato le sessantamila presenze. Inoltre, dai dati mostrati risulta che il terzo anello sia stato utilizzato solo per il 15% della sua capienza. Questi dati consentono di immaginare uno stadio composto da soli due anelli con un notevole risparmio economico per la sua costruzione e gestione.

Inoltre, i proponenti hanno affermato che il nuovo stadio offrirà più servizi (come, ad esempio, un incremento dei posti premium che passeranno dai 6.000 attuali a circa 9.500, estendibili e 13.500) e maggiori ricavi, che consentiranno alle due Società di calmierare i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti standard.

Di fronte alle preoccupazioni sollevate, i proponenti hanno comunque assicurato che nelle eventuali successive fasi di progettazione cercheranno di trovare soluzioni per aumentare leggermente la capienza stimata, sempre ponendo attenzione alla sostenibilità economica dell’intervento.

A fronte della riduzione della capienza dello stadio viene proposto, che il “Comune richieda che una quota significativa (10%) dei posti dello Stadio sia riservata per essere venduta in modo trasparente a prezzi popolari”.

IPOTESI DI RISTRUTTURAZIONE

Non previste all’interno del dibattito pubblico, sono state inserite a seguito della numerosa richiesta da parte dei cittadini di Milano.

Il tema della possibile ristrutturazione dello Stadio Meazza ha accompagnato l’intero svolgersi del dibattito pubblico. Nel corso del dibattito sono state presentate, o raccolte attraverso i quaderni degli attori, tre ipotesi di ristrutturazione, proposte da Jacopo Mascheroni (JM Studio), Riccardo Aceti e Nicola Magistretti, Michele Brunello e Marco Brega (Dont Stop Architettura). Le ipotesi di intervento non hanno ovviamente un approfondimento progettuale e tecnico/economico paragonabile al progetto di fattibilità sottoposto a dibattito pubblico, ma consentono di comprendere quanto ipotizzato ed offrono ai proponenti le informazioni necessarie per le opportune valutazioni.

Le ipotesi presentate, che differiscono fra loro dal punto vista delle scelte architettoniche e funzionali (a cui si rimanda per completezza alla lettura dei quaderni degli attori), presentano alcuni tratti comuni che possono essere così sintetizzati:
• che lo Stadio Meazza è considerato un patrimonio della città, riconosciuto a livello internazionale, che va tutelato e riqualificato;
• che sarebbe possibile ristrutturate e rifunzionalizzare lo stadio secondo le esigenze delle due Società e senza interrompere gli eventi sportivi;
• che la ristrutturazione risulterebbe finanziariamente più sostenibile e maggiormente remunerativa per le Società rispetto alla demolizione e alla ricostruzione di un nuovo impianto;
• che la ristrutturazione dell’attuale impianto sarebbe più sostenibile dal punto di vista ambientale (in termini di qualità dell’area e consumo di suolo) e più rispondente all’interesse pubblico. Infine, si segnala la richiesta “che il Comune di Milano esiga dai proprietari delle squadre di inserire nel “Progetto Fattibilità Tecnico Economica (PFTE) anche il completo e corretto confronto (modalità, interferenze, risultati) con un’adeguata proposta di rifunzionalizzazione dello Stadio Meazza in un quadro di promozione dello sviluppo sostenibile”.

Le Società hanno ribadito nel corso del dibattito pubblico che l’ipotesi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’attuale impianto è stata valutata nelle varie fasi di progettazione e scartata in quanto: • la ristrutturazione, che comporterebbe comunque importanti interventi di strutturali (demolizione e ricostruzione del primo anello, ristrutturazione del secondo e abbattimento del terzo, con abbassamento della copertura), non garantirebbe appieno le esigenze delle Società in termini di standard di sicurezza e confort, di riduzione dell’impatto acustico e delle vibrazioni, di miglioramento dell’accessibilità (soprattutto per il secondo anello), di localizzazione dei servizi accessori e complementari all’offerta sportiva; • che a fronte di un costo di investimento paragonabile a quello previsto per la nuova realizzazione permarrebbero, come già accennato, forti limiti nel raggiungere gli obiettivi che le Società si sono prefissati; • che intervenire sull’attuale impianto, oltre ai limiti strutturali che ne condizionano il processo di trasformazione, comporterebbe la riduzione dei posti disponibili per circa cinque stagioni (tempo stimato per la cantierizzazione), la conseguente riduzione dei ricavi e la necessità del trasferimento temporaneo degli eventi sportivi in un altro stadio.

Per quanto riguarda le ipotesi di ristrutturazione si segnala inoltre la suggestione progettuale, raccolta nel quaderno di Guido Miseradino, che auspica “(…) la ristrutturazione del Meazza con il completamento del terzo anello, con lo spostamento di via Piccolomini, la creazione di una piazza verde e, perché no, la galleria panoramica come quarto anello e la copertura classica del Meazza”. Il completamento del terzo anello è una proposta arrivata anche nel corso degli incontri, come eventuale soluzione al problema dell’inquinamento acustico. I proponenti hanno però chiarito che questa operazione non permetterebbe di risolvere gli attuali disagi legati al rumore. Infine, è stata inviata dal Comune di Milano al Coordinatore del dibattito pubblico una lettera della Società ASM Global con cui la stessa manifesta la disponibilità a discutere con l’Amministrazione comunale “la ricerca di una soluzione che consenta di non abbattere la struttura, di ammodernarla ed evitare al contempo al Comune di Milano la gestione diretta dell’impianto”. La suddetta Società è stata invitata a prendere parte al dibattito per presentare la proposta, invito che però non ha avuto riscontro.

A questo punto la passa al Comune, che ha 60 giorni di tempo per presentare il proprio Dossier conclusivo “in cui valuta i risultati e le proposte emerse nel corso del dibattito pubblico”. Qual è il compito, nel pratico? “Redigere un dossier conclusivo in cui si evidenzia la volontà o meno di realizzare l’intervento, le eventuali modifiche da apportare al progetto e le ragioni che hanno portato a non accogliere eventuali proposte” (DPCM 76/2018, art 7, comma 1, lettera d). In sostanza, il Comune di Milano dovrà scegliere se dare risposta positiva in merito alla realizzazione dello stadio, se realizzarlo ma con determinate modifiche chieste alle squadre, oppure dare esito negativo e dunque non realizzarlo.

Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla di quello che succede nel mondo Milan!

Scarica QUI la nostra app per dispositivi Android. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!
Scarica QUI la nostra app per dispositivi IOS. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!

Dibattito pubblico relazione finale
Photocredits: Radio Rossonera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Radio Rossonera Live

live