Giorgio Furlani con Ivan Gazidis

Chi è Giorgio Furlani, il futuro AD del Milan

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Lascerò il Milan dopo quattro anni, meravigliosi e sfidanti. Devo moltissimo a questo Club, alla sua gente, ai suoi tifosi e a questa città, che sono convinto mi abbiano letteralmente salvato la vita. Ora il nostro Milan è di nuovo forte e può ancora crescere per competere dove merita, con dignità e orgoglio. Grazie per il caloroso affetto dimostrato e per la pazienza per un inglese piombato un giorno tra di voi, come un oggetto sconosciuto“.

Con un comunicato ufficiale seguito da un videomessaggio del diretto interessato, nella giornata di ieri il Milan ha salutato il suo amministratore delegato, Ivan Gazidis, che dopo 4 anni lascerà Milano il 5 dicembre 2022, data della scadenza del suo contratto con il club di via Aldo Rossi. Con il passaggio di proprietà del Club dal fondo Elliott a RedBird Capital Partners, l’addio dell’ex AD dell’Arsenal era praticamente cosa certa.

Per quanto riguarda il suo successore invece, si fanno sempre più insistenti le voci su Giorgio Furlani, attualmente membro del CdA del Milan, quale candidato naturale e più probabile. Classe 1979, Furlani è nel board rossonero dal 2018, anno in cui il fondo Elliott, controllato dalla famiglia Singer, rilevò il Club dalla proprietà cinese, escutendo il pegno (le azioni dell’AC Milan) ottenuto a garanzia del finanziamento prestato a Yonghong Li. Furlani è entrato in Elliot nel 2010, con il ruolo di portfolio manager, dopo una laurea in Economia alla Bocconi, studi ad Harvard, le esperienze lavorative in Lehman Brothers e nelle società di investimento Silver Point Capital e Apollo Management. Da allora ha fatto certamente ancora carriera, avendo curato gli affari di Elliott in Italia, tra cui investimenti in Ansaldo e in TIM.

Per la nuova società di Gerry Cardinale, un profilo come quello di Furlani come AD porterebbe molti vantaggi.

Numero uno: Furlani è milanista. In un intervento del marzo scorso al Business of Football Summit del Financial Times aveva dichiarato di andare spesso a San Siro da ragazzo. Un San Siro che però nella sua visione delle cose “non è fatto per il mondo attuale in quanto ha come core business solo i club mentre, tra le altre cose, deve diventare un posto di eventi e intrattenimento“.

Numero due: Furlani è italiano e milanese. Per gestire una società come il Milan, scegliere un amministratore delegato magari basato negli Stati Uniti (New York è la città dove ha la propria sede il fondo RedBird Capital Partners), con scarsa conoscenza dell’Italia e delle sue peculiarità, poco presente in Via Aldo Rossi, potrebbe rappresentare una scelta particolarmente azzardata. Furlani, arrivato a digiuno di gestione di un grande club di calcio, ha, in pochi anni, dimostrato di aver imparato molto e bene e, in coppia con Gazidis, non a caso scelto dai Singer, ha portato il Milan non solo a rivincere lo Scudetto, ma ne ha sostanzialmente risanato le casse. Secondo quanto riportato da Sky Sport, Furlani affiancherebbe da subito l’uscente Gazidis per poi subentrare e diventare immediatamente operativo già dal 6 dicembre.

Numero tre: la visione di Furlani è moderna e potrebbe aiutare non solo il Milan ma tutto il calcio italiano. Furlani, sempre al Business of Football Summit del Financial Times, ha parlato del progetto di “portare il Milan dall’essere un club di calcio a un media business attraverso tre step: investire nel business fino all’ultimo euro, sviluppare lo stadio per raggiungere i top club europei, lavorare con la propria Lega“.

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Giorgio Furlani con Ivan Gazidis
Photocredits: Getty Images

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