Blue Skye torna alla carica contro RedBird, si attende l’udienza: la situazione

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Sono tre le accuse che Blue Skye ha mosso a RedBird per l’acquisizione del Milan: le ha enunciate in tribunale nel ricorso presentato dai propri legali al tribunale di Milano contro la vendita del Milan da parte del fondo Elliott.

La Repubblica riporta le durissime parole utilizzate da Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. Si parla di un accordo “ufficializzato in maniera frettolosa”, senza che “l’acquirente Redbird abbia effettuato una due diligence come da prassi”, e per arrivare a una vendita che spicca per “assoluta opacità”. Di seguito le obiezioni fatte dal gruppo di investitori.

La prima è quella di non aver informato i soci: “Blue Skye è stata tenuta scientemente all’oscuro del processo di cessione in corso. Il Gruppo Elliott aveva messo in vendita il Club e aveva anche firmato un accordo di esclusiva con una società del Bahrein per un prezzo di 1,1 miliardi di euro”. La seconda accusa riguarda l’accesso ai documenti relativi alla trattativa, che sarebbe stato negato al rappresentante Blue Skye nel Cda: “in totale spregio dei diritti di informazione giuridicamente attribuiti ai membri del consiglio di amministrazione”, viene spiegato.

La Repubblica spiega ancora che per i ricorrenti il processo di trasferimento delle azioni dell’AC Milan è stato deliberatamente nascosto ad almeno un amministratore nonostante le reiterate richieste di informazioni”. Per ricevere informazioni, Blue Skye si è rivolta al tribunale federale dello Stato di New York, ottenendo il 5 luglio l’accoglimento del ricorso. “RedBird e Elliott sono tenuti a produrre tutti i documenti, elettronici o meno, in loro possesso”, ha stabilito il tribunale USA. Senza che però le società abbiano ottemperato all’ordine, almeno alla data del ricorso, in quella che i ricorrenti definiscono una “resistenza strenua che conferma ancor di più le gravi perplessità”. 

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Giungiamo così alla terza obiezione, l’accusa di aver messo in piedi un “vero e proprio abuso ordito a tavolino” da parte di Elliott per cercare di ingannare l’Uefa che impone che nessuno abbia “controllo o influenza” su più di una squadra che partecipa alle competizioni, appunto, Uefa.

Secondo i ricorrenti c’è infatti la vicenda del Lille, che nel dicembre 2020 ha cambiato proprietà passando al fondo Elliott attraverso Merlyn Partners ScSp. Esiste quindi “il rischio concreto che vengano comminate sanzioni”. Con la vendita il fondo USA poi “manterrebbe il controllo effettivo del Milan, pur non possedendo formalmente due squadre che giocano in Champions League” perché “il Gruppo Elliott manterrà una partecipazione di minoranza (…) tra il 30 e il 49 per cento” e “continuerà a designare membri nel cda del Milan“.

Il quotidiano racconta che Blue Skye, che rimarrebbe senza nulla e con il rischio di non poter far fronte ai debiti, chiede al tribunale di Milano una sospensiva, udienza prevista per domani 13 settembre. Il nodo da sciogliere? Se il passaggio delle azioni sia già avvenuto o meno: se l’effettivo cambio di proprietà previsto per il 6 settembre non fosse ancora avvenuto, il tribunale potrebbe ancora sospendere la vendita. Una battaglia che in ogni caso non termina, perché Blue Skye ha avviato anche un contenzioso anche in Lussemburgo, arrivando anche a formulare l’ipotesi di una frode.

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