5(+2) giocatori con pochi minuti al Mondiale

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Come dico sempre, è che se c’è una cosa che non sopporta nessuno oltre ai broccoli ed al dentista di Gasperini ed al film “Lo squalo 2” ed oltre ai nomi come Joshua e Kevin per gli uragani americani, beh, quelli sono i campioni del calcio in panchina con pochi minuti. Da sempre un sacrilegio, credo.

O meglio, non per forza campioni, non proprio Baggio nel ’94, ma anche calciatori che semplicemente meriterebbero il posto da titolare al Mondiale in Qatar.

Per cominciare, ce ne sarebbe uno in particolare che ha giocato poco. Uno che ha scatenato un’ondata di critiche simile ad uno tsunami fatto in CGI, qualcosa di brutto che immaginereste in un filmaccio sequel di “Lo squalo 2”. Cioè quello delle critiche a Gareth Southgate, il ct inglese capace di lasciare i più grandi talenti della sua rosa in panchina, opinione di Michael Owen e giornali. Del resto Southgate è chiacchierato da anni per fattacci come dimenticarsi di cosa c’è in panchina.

Cioè, in verità non mi sorprenderei se Southgate fosse uno che durante Inghilterra-Iran aveva lasciato i suoi occhiali in panchina, cioè li aveva posati proprio lì ma proprio lì, ed ora non li trova, boh. Erano sui sedili della panchina però. Cioè, li aveva lasciati a casa gli occhiali da lettura. Avete capito a che tipo di persona con gli occhiali mi riferisco.

Invece lui, il frutto del peccato di formazione inglese, era “How do you Phil (feel)” Foden, colonna sonora ri-proposta in Inghilterra per qualsiasi “scandalo” con la star del City di mezzo. Essendo una faccenda molto ampia e complessa dato che dopo le prime 2 partite con 0 minuti giocati, Foden ha trovato campo, farò di lui una guest star di questa lista.

Gli fa compagnia, sempre da guest star dei titoli d’apertura, un milanista chiacchieratissimo da tutti i milanisti.

Naturalmente Charles De Ketelaere ed i suoi 15 minuti totali raccolti nella sconfitta contro il Marocco, un triste 0-2. Il Belgio è naufragato, ci siamo disperati perché volevamo vederlo in campo. In realtà del Belgio ci sarebbe da citare anche Jeremy Doku che da subentrato contro la Croazia ha fatto le fiamme sul prato. E quindi? Quindi lo citiamo dai. Vai con la lista.

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JEREMY DOKU (BELGIO)

Proprio il 2002 che fece impazzire la difesa italiana degli scorsi europei. Negli ultimi 18 minuti del Belgio ai Mondiali, Doku va avanti. Non si abbatte vedendo tutti gli errori-orrori di Romelu Lukaku. Si annotano 3 contrasti vinti, 2 dribbling riusciti, 19 tocchi sulla palla (calcolate che un attaccante influente, in genere, sfiora la sfera dalle 50 alle 60 volte nel corso dei 90′). Entrata d’impatto sul match.

Sapete chi gli ha preferito coach Martinez per tutta la competizione? Eden Hazard. Non il fratello Thorgan ma il lontano cugino di Eden Hazard. Quello che vedi solo nelle cerimonie tristi. Quello con una scarsa forma fisica.

E c’era anche Charles De Ketelaere…

KAORU MITOMA (GIAPPONE)

C’è un mister che in quanto a talento in panchina è riuscito a fare peggio di Southgate. O meglio, così è stato per il talento in proporzione alla rosa, il Giappone: guardate Tomiyasu o la gestione di Minamino, l’ex Liverpool dalla notevole esperienza europea che registra solo 23 minuti totali. Molti espertoni sono certi che quella del coach sia stata solo una tattica. Vincente.

Non so cosa dirvi sul ct Moriyasu, davvero. Non capisco se è folle o se ora è un dannato o qualche aggettivo a cui dare del sinonimo dei primi 2 due. Ci ho pensato tantissimo ma non lo riesco a capire per niente. Cioé, io penso da europeo che quelli più forti devono cominciare da titolari, invece poi il Giappone ha chiuso con 7 punti da prima nel girone ed a Brighton si sono consumati atti di vandalismo per le strade naturalmente. Forse in Asia non si erano accorti di aver escluso il beniamino dell’East Sussex dalla lista dei loro titolari, Kaoru Mitoma.

Se vi scrivo che Mitoma è molto bravo non significa che Mitoma è molto bravo come sono molto bravi tanti calciatori asiatici. Significa che te lo ritrovi sempre in area e che anche se corre all’indietro rischi di fargli un rigore. Non riesci a fermarlo, impossibile non schierarlo.

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JEREMIE FRIMPONG (OLANDA)

Secondo Jeremie della lista, anche se l’altro era scritto in maniera appena diversa. Vecchia memoria di chi si interessa del calcio della città di Glasgow e dei tanti milanisti che ricordano Milan contro Celtic nell’Europa League 2020/21. Proprio quel terzino ex Celt che aveva 19 anni, ora è sui 21.

Il ragazzo fa la freccia di mestiere, può correre ed inserirsi sia a destra che a sinistra ed è di proprietà del Bayer Leverkusen, Germania. È partito con 5 gol in Bundesliga: col turbo. A fronte di una valutazione di mercato di 25 milioni di euro (dati Transfermarkt) Frimpong ha giocato, fin qui, 0 minuti in Qatar. Niente nel senso di niente, perché poche volte niente significa davvero niente.

Coperto da Dumfries e Blind nel ruolo, non fatevi ingannare dal gol del difensore di scuola Ajax contro gli States. Offensivamente Frimpong sa incidere molto di più, eppure van Gaal lo ignora.

MISLAV ORSIC (CROAZIA)

La sua storia è quella di un croato che tifava Dinamo Zagabria, che non riusciva a giocare nemmeno nella Serie B italiana, che aveva trovato fortune alterne in Corea, che era tornato a Zagabria per rimanere nella Dinamo, che oggi è il simbolo della Dinamo Zagabria nel mondo. Un ambasciatore della Dinamo Zagabria nel mondo praticamente. La sua vita è il classico racconto da caminetto per la serata del 24 dicembre.

Orsic è il miglior giocatore del campionato croato da tempo, terrorizza le big d’Europa nelle coppe internazionali (ha segnato anche al nostro Milan quest’anno) ed ha giocato la roboante cifra di 5 minuti nel Mondiale. E piazzando anche un assist per Majer nella rete del 4-1 contro il Canada.

Orsic combina qualcosa, sempre. C’è chi fa così e chi no, ma tra i trequartisti della Croazia non sono in tantissimi.

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BAMBA DIENG (SENEGAL)

Sì, proprio lui: il nome che non immaginavate, il cognome che non vi aspettavate, il centrocampista classe 2000 del Marsiglia che non avevate la necessità di conoscere. Probabilmente non sarà il prossimo Mané ma io lo trovo una forza.

Tiratore scelto, il classico cecchino da Midwest che spara dai tetti, il tipico giocatore che mira alla porta e colpisce le traverse, che mira alle traverse e colpisce le porte, ma che a volte inverte la moda. Forse questo Senegal non è stato una squadra delle più creative, allo stesso modo Bamba Dieng può non essere tra i suoi trequartisti più noti, però avrebbe potuto regalare una soluzione molto credibile per i Lions di coach Cissé. Eliminati ieri, ricordiamolo.

Già il mio personalissimo migliore in campo (sempre da subentrato) nella finale dell’ultima Coppa d’Africa dove colpì, indovinate, proprio una traversa. Ai gironi ha registrato 52 minuti giocati in totale ed 1 gol, l’1-3 del minuto 84′ contro il Qatar, contro l’Inghilterra è entrato all’intervallo quando i suoi erano già stati strapazzati da Henderson e Kane. Dovevate lasciarlo tirare in pace, per favore.

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