il 23/11/2023 alle 20:00

Nasti ha voglia di Milan: “Ma quella volta Ibra mi mangiò vivo”

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Intervistato da Di Marzio, Marco Nasti parla apertamente del sogno di tornare al Milan, sulla scia dell’idolo Ibra

I problemi in attacco del Milan sono sotto gli occhi di tutti: oltre all’highlander Giroud, il vuoto. Tra Primavera e prestiti, però, il numero dei giovani bomber promettenti e rossoneri sale sempre di più. Oltre a Camarda (che sabato sera, forse, potrebbe vivere una serata da ricordare per sempre) e Colombo, l’altra punta interessante è Marco Nasti, in prestito al Bari. Con i biancorossi, finora, 13 presenze in Serie B e 3 reti, in una prima parte di stagione non semplicissima per i pugliesi.

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Il Milan nei sogni di Nasti

Jovic non convince, Giroud (purtroppo) ha la sua età. Oltre al sicuro acquisto in estate, tutto fa pensare anche all’inserimento di un giovane attaccante nella rosa del Milan. Intervistato su Gianlucadimarzio.com, Marco Nasti parteciperà di sicuro al casting: “Io penso sempre che potrei arrivare al Milan: ho solo 20 anni e tutta una carriera in cui dimostrare quanto valgo. Ora sono contento al Bari, però è ovvio che la mia testa vorrebbe già essere lì. Al Milan è tutto bellissimo, mi hanno cresciuto e aiutato molto. E’ un posto fantastico”. Il settore giovanile rossonero negli ultimi anni ha mostrato un miglioramento radicale. Sono tanti i talenti che escono dalla “cantera” del Milan, e Marco Nasti ne è una prova evidente. Con il progetto per la realizzazione di una squadra Under 23 sulla scia del settore giovanile della Juventus, il numero potrebbe solo aumentare.

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L’incontro con Ibrahimovic

Facciamo finta di essere dei giovani attaccanti della Primavera del Milan, proprio come Nasti. Dopo anni di allenamenti nel settore giovanile, arrivano le prime chiamate per qualche seduta con la Prima squadra. All’improvviso, a Milanello, ti trovi di fronte Zlatan Ibrahimovic. Il nove per eccellenza, il modello di qualsiasi attaccante che si rispetti. I primi incontri con un giocatore simile non devono essere per nulla facili. Nasti: “Ibra lo conosciamo tutti: sappiamo che era quello che faceva casino. Una volta mi mangiò vivo in allenamento perché non gli passai il pallone. Però aveva la mentalità vincente, lo faceva per spronarti. I ragazzi che salivano in prima squadra dalla Primavera non avevano molta confidenza con lui”. Se serve un ulteriore motivo per riavere Ibrahimovic in dirigenza, chiedere a Nasti: nessuno meglio di lui per spronare un ambiente in crisi come quello del Milan attuale. In ogni caso, il futuro dei numeri 9 del Milan è in ottime mani.

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