Napoli-Milan, cambio forzato in difesa. Due dubbi a centrocampo

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Dopo il doppio ko contro Juventus e PSG, il Milan vuole rialzare la testa sul campo del Napoli, che lo scorso anno ha regalato soddisfazioni ai rossoneri

194 giorni dopo, il Milan torna allo stadio Diego Armando Maradona. Lo scorso 18 aprile, quella trasferta regalò ai rossoneri la semifinale di Champions League contro l’Inter. Nella mente di tutti i tifosi rossoneri c’è ancora la grande cavalcata di Rafa Leao, che ha consentito a Giroud di depositare a porta vuote la rete che si è poi rivelata decisiva per il passaggio del turno. Napoli fu un campo amico anhe per Mike Maignan, capace di ipnotizzare Kvaratskhelia dagli 11 metri per blindare la qualificazione. E non solo in Champions, anche in Serie A il Milan ha ritrovato sé stesso in casa dei partenopei, con quella rotondissima vittoria per 4-0. Ora si torna nel capoluogo campano per uscire dalla mini-crisi dopo le due sconfitte consecutive. La probabile formazione del Milan e l’idea tattica di Stefano Pioli raccontata da Luca Bianchin sulle colonne de La Gazzetta dello Sport.

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Pioli a Napoli con i titolarissimi (disponibili)

Lo scorso anno, il Milan è stato senza dubbio la bestia nera del Napoli campione d’Italia. I rossoneri hanno messo in campo 4 ottime prestazioni contro gli azzurri (due sfide in Serie A e due in Champions League) e hanno messo in difficoltà una squadra che si è dimostrata una vera e propria schiacciasassi con pressoché tutte le altre avversarie. Ora però le cose sono cambiate. Il Napoli non ha perso molti uomini, ma è comunque cambiato radicalmente con l’addio di Spalletti e l’arrivo di Rudi Garcia. Il Milan, da canto suo, si è rivoluzionato quasi completamente rispetto alla scorsa stagione e questo rende poco utile guardare ai precedenti degli scorsi mesi. Il Milan anti-Napoli non dovrebbe discostarsi molto da quello uscito con le ossa rotte dal Parco dei Principi di Parigi. L’unica modifica certa sarà in difesa, dopo lo squalificato Thiaw lascerà posto a uno tra Kalulu, favorito, e Kjaer. Questo, ovviamente, porterà al ritorno di capitan Davide Calabria sulla fascia destra. Tomori e Theo Hernandez completeranno la linea difensiva, con Maignan che riprenderà il suo posto tra i pali dopo la squalifica. A centrocampo ci sono due ballottaggi, ma ad ora sembrano favoriti i due titolari visti con il PSG. Loftus-Cheek non ce la fa. Reijnders è confermatissimo. In regia Krunic è ancora favorito su Adli. Per il terzo posto, infine, Musah è leggermente favorito su Pobega, ma il ballottaggio è molto serrato visto il massiccio utilizzo recente dell’americano. Il tridente non cambia: Pulisic, Giroud e Leao. Rientra Okafor, ma solo per la panchina.

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E l’approccio?

Oltre alla formazione, però, ciò che interessa ai tifosi del Milan è capire l’approccio che Pioli vorrà mettere in campo. Contro il PSG, la tendenza di accettare gli 1 contro 1 dietro ha condannato i rossoneri, con Mbappé che ha dilaniato la retroguardia di Pioli. Quale sarà dunque il trattamente da riservare a Kvaratskhelia? Il georgiano, dopo un avvio difficile, sembra essere arrivato al top della condizione. 3 gol e 3 assist nelle ulime 6 gare e tantte prestazioni da leader tecnico. Contro il Milan, però, Kvara non è ancora stato decisivo. Lo scorso anno Pioli era riuscito a imbrigliare il georgiano con raddoppi costanti e sistematici, gli stessi che forse sarebbero serviti per provare a gestire la furia agonistica di Mbappé. Dopo quello che si è visto contro Juve e PSG, e anche alla luce della parole di Calabria (“Siamo stati forse tanto sbilanciati, abbiamo accettato l’uno contro uno“) sembra plausibile pensare ad un approccio un po’ più conservativo, che accetti meno questi uno contro uno in difesa che hanno pensatemente condizionato in negativo le ultime due gare dei rossoneri. E davanti serve ritrovare il gol, magari rivedendo in campo il Leao che abbatté il Napoli lo scorso anno.

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