Napoli-Milan, Pioli: “Le parole non contano, così l’avreste detto?”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Raggiunta la sala conferenze del Maradona, Pioli analizza Napoli-Milan ai microfoni dei tanti giornalisti presenti

Dopo le sconfitte contro Juventus e Paris Saint-Germain, matura un pareggio al Maradona per il Milan di Stefano Pioli, che contro il Napoli di Rudi Garcia si fa rimontare il vantaggio di 0-2. Nella conferenza stampa post partita, l’allenatore rossonero ha analizzato il match. Di seguito, le sue parole dopo quelle di Olivier Giroud.

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La conferenza del tecnico

Mister, questa notte come tornate a Milano?

“Con l’amaro in bocca come è giusto che sia, perché stavamo dominando e non dovevamo commettere l’incertezza con cui abbiamo ridato slancio al Napoli. Abbiamo continuato a creare, ma non abbiamo chiuso il match e non siamo tornati in vantaggio quando potevamo”.

Ancora nessuna vittoria negli scontri diretti contro Inter, Juventus e Napoli: è solo un caso oppure è preoccupato?

“Quando i numeri sono importanti vuol dire che in qualcosa siamo mancati: con l’Inter siamo stati inferiori alle nostre possibilità, con Juventus e Napoli no, anzi il contrario. Ma alla fine contano i punti e dobbiamo fare meglio”.

Poi, un commento al calendario di queste prime 10 giornate:

“Questi primi turni sapevamo sarebbero stati complicati con tanti scontri diretti, in alcune partite siamo stati meno di quanto potremmo essere. Oggi il Napoli era forte ed ha i numeri offensivi migliori del campionato, ci portiamo a casa la prestazione e la consapevolezza di dover chiudere le partite. Poi sul calendario i campionati si vincono facendo i punti e partite facili in Italia non ce ne sono, ma possiamo giocare sempre ad un certo livello, e andremo avanti”.

Ancora sui cambi di Leao e Giroud:

“Giroud e Leao avevano perso slancio, servivano giocatori freschi e mi sembrava giusto dare spazio a chi aveva più energie”.

Come mai Pulisic è uscito all’intervallo nonostante una buona prestazione?

“Christian è uscito per un affaticamento muscolare, altrimenti non l’avrei mai tolto stasera. Probabilmente non conta niente ciò che diciamo, perché se Calabria avesse fatto gol sulla spizzata di Jovic avreste detto bel cambio”.

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La fiducia del club e gli stop di giornata

A DAZN, invece, aveva parlato così a proposito delle sue dichiarazioni nella conferenza stampa della vigilia:

“Il destino di un allenatore è sempre nelle mani di un club ed è normale che abbiamo l’ambizione di vincere. Giusto che lo pensiamo. Sappiamo che ci sono altre tre o quattro squadre che possono vincerlo. Ho imparato a non pensare troppo a quello che è successo ieri e neanche guardare avanti, continuando a lavorare giorno per giorno. Vincere lo scudetto sarebbe straordinario ma non perché non siamo del livello delle grandi. Per vincere ci vogliono disciplina e qualità”.

Come stanno Kalulu e Pellegrino?

“Questa è la nota dolente della serata, al netto di un pareggio che poteva essere un risultato diverso. Kalulu non doveva giocare se stava bene Kjaer: non si capisce se è stata una contusione o ha risentito al quadricipite. Pellegrino ha avuto una bruttissima distorsione alla caviglia e non riusciva a correre”.

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