Gazzetta: “Preoccupanti fragilità! Milan, così sei fuori”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

La sensazione dei tifosi dopo Napoli-Milan è la stessa questa mattina di Gazzetta dello Sport: cosa c’è dietro al pareggio del Maradona?

Il voto alla prestazione del Milan nell’edizione di oggi della Gazzetta dello Sport è 6: un 6 che è la media tra il 7 del primo tempo e il 5 del secondo. A Napoli i rossoneri hanno infatti perso un’occasione importantissima per tornare alla vittoria e dare un segnale di risposta a Inter e Juventus, rispettivamente vincenti contro Roma e Verona. La sensazione che tanti tifosi hanno avuto dopo il fischio finale di ieri è la stessa che traspare nell’edizione di questa mattina della rosea.

L’editoriale di Gazzetta: “Milan, enorme chance buttata”

Sulle colonne di Gazzetta dello Sport, come dicevamo, Andrea Masala non ha dubbi: quella di Napoli per il Milan è una grandissima occasione mancata. Per come è maturato il pareggio, i rossoneri hanno messo a nudo “preoccupanti fragilità”, mentre il treno scudetto comincia a viaggiare su un altro binario.

“Al San Paolo vincono Inter e Juve. Sì, avete letto bene: il 2-2 tra Napoli e Milan aiuta soprattutto le prime due della classe. La corsa per lo scudetto è ancora lunga, mancano 28 turni, un’eternità, eppure prende sempre più i contorni del cosiddetto derby d’Italia. Il Milan si sblocca in attacco, ma esce dal Maradona con la certezza di aver buttato via un’enorme chance. I rossoneri restano comunque agganciati al treno di testa perché i distacchi sono minimi, però mettono a nudo preoccupanti fragilità. Ma come? Ti va bene che, dopo essere rimasto a secco nelle tre uscite in Europa, riesci a piazzare l’uno-due nel giro di dieci minuti, poi dilapidi tanto ben di Dio e ti fai raggiungere… Pioli a volte ci mette anche del suo, ma a ragione non si dà pace di fronte a simili regali ai campioni d’Italia in carica. Kvaratskhelia e soci hanno mostrato una bella reazione, hanno persino rischiato di vincere allo scadere, ma si sono allontanati ancora di più dalla vetta. Vanno pian piano in dissolvenza, quasi si siano già rassegnati ad abdicare. Il Napoli mostra che è ancora vivo, ma per difendere il titolo deve compiere un’impresa. Il pareggio con il Milan ha il suo notevole peso specifico, ma sembra ottenuto più di pancia e di cuore che di testa. Garcia ci prova, però dopo i vuoti d’aria dei mesi scorsi si vede che è depotenziato, ha meno presa sulla macchina. Il Milan non approfitta delle sbandate degli azzurri, non si aggiudica lo scontro diretto, rimugina sugli sprechi e paga”.

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Inter e Juventus

Dopo essersi concentrato sul match tra Napoli e Milan, l’editoriale di Andrea Masala sulle colonne di Gazzetta dello Sport continua con Inter e Juventus, le prime della classe dopo 10 giornate di Serie A: i nerazzurri con 25 punti, bianconeri con 23.

“L’Inter è al comando non per caso, ma perché mantiene una sua continuità di rendimento e di risultati, come ci si attende da una rosa che stavolta è più ricca di soluzioni rispetto alle dirette concorrenti. La capolista non è sempre brillante, ha faticato parecchio contro un’avversaria sì scorbutica, ma con una proposta di gioco e di qualità non all’altezza delle battistrada. I nerazzurri non si fanno mai sorprendere con la guardia bassa nemmeno con le seconde linee, distillano l’1-0 dopo una supremazia territoriale senza sosta. Il dato ancora più confortante per Inzaghi è la costante crescita di Thuram, figlio d’arte con buon curriculum, ma arrivato in Italia non certo con l’etichetta del killer d’area. Ora il francese ci prende gusto, punta di più la porta e si rivela decisivo. Avanti così, i rimpianti per il mancato ingaggio di Lukaku si azzereranno del tutto”.

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“La Juve, dopo la nottata in pole position dopo tre anni, resiste come seconda. Tallona i nerazzurri dopo avere affrontato una estenuante partenza a ostacoli, più ambientali che tecnici. È sorniona, non riempie gli occhi di bellezza, ma si dimostra solida ed efficace. A rinforzare le virtù e i vantaggi del “corto muso”, c’è lo zero nei gol subiti per sette partite di fila, non proprio banale. Allegri ha quindi trovato una quadratura nelle retrovie, ora aspetta un surplus soprattutto da Vlahovic e Chiesa, i due che potrebbe imprimere l’accelerata nel resto del torneo. I bianconeri sono lì, ormai non vengono più visti come gli imbucati di turno nella volata tricolore, come apparivano a inizio stagione. C’è un appuntamento da segnare in rosso alla 13a giornata, all’Allianz Stadium contro l’Inter: lì capiremo se la Juve ha intenzioni serie. Da vera Signora d’altri tempi”.

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