Monza-Milan, Ordine e “la suggestiva legge del contrappasso”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Franco Ordine commenta la sconfitta del Milan a Monza per 4-2 in un editoriale: Berlusconi, Maldini, Thiaw e Jovic

La pessima sconfitta rimediata da parte del Milan nella serata di ieri a Monza mette ine a un periodo positivo per la squadra di Stefano Pioli: il Monza di Raffaele Palladino batte 4-2 i rossoneri reduci dall’Europa League, che prima rimontano due gol con  Giroud e Pulisic, e poi ne subiscono altri due nei minuti di recupero. Il Diavolo è andato parecchio in difficoltà mostrando lacune viste già diverse volte nel corso della stagione. Specie in trasferta. La prestazione dei rossoneri (e la sua interpretazione) è proposta da Franco Ordine sulle colonne de Il Giornale.

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BERLUSCONI – “Il primo pensiero è per lui. Vuota la sua poltrona in tribuna d’onore al fianco di Adriano Galliani, sempre presente la figura di chi fece grandissimo il Milan e poi portò in serie A il Monza giunto ieri a capo del primo successo sui rossoneri nelle due stagioni al massimo livello del calcio italiano”.

MALDINI – “Proprio dopo il recupero del primo doppio ko, firmato da Pulisic, arriva il mortaretto di Bondo, su suggerimento di Daniel Maldini, il figlio di Paolo, una sorta di suggestiva legge del contrappasso, e poi il sigillo di Colombo”.

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“IMBARAZZO” THIAW – “Pioli ha l’esigenza di ricorrere ai sei ricambi. Ma non è qui il problema del Milan, perché l’inserimento dal primo minuto di Thiaw in difesa comporta gravi scompensi. Il primo imbarazzo è nel proporre gioco, visto che il Monza gli lascia libertà di impostare conoscendone i limiti tecnici. Prima lo strafalcione con il doppio intervento prima su Djuric e poi su Mota in area con inevitabile rigore trasformato da Pessina. Poi il secondo sfondone, in società tra Bennacer e Thiaw, apre la strada a Mota per firmare il raddoppio prima dell’intervallo”.

TURNOVER – “I tre cambi decisi a inizio della ripresa sono la conferma che il turnover è un’arma solo se rivitalizzata dal resto del gruppo e in particolare dai sostituti chiamati alla prova del nove”.

OCCHIO JOVIC – “Arriva addirittura lo schiaffo rifilato da Jovic a Izzo con successiva visione al var dell’arbitro e cartellino rosso inevitabile per il serbo. Se per condotta violenta, la squalifica è di 3 turni invece che di uno”.

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