Galliani racconta Ibrahimovic: “Milan, Dom Pérignon e i miei due rimpianti”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

La sfida tra Monza e Milan non è quella tra Galliani ed Ibrahimovic: l’ex AD racconta i segreti del rapporto con lo svedese

Per la prima volta nella loro storia, Zlatan Ibrahimovic e Adriano Galliani si troveranno da avversari sulle tribune dell’U-Power Stadium per la sfida tra Monza e Milan, valevole per la 25esima giornata di Serie A. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex AD rossonero ha raccontato il suo rapporto con il campione svedese, dall’acquisto sfumato all’acquisto avvenuto, fino ad arrivare al momento della rottura e della conseguente riappacificazione. Una cosa è certa, non c’è Monza-Milan che tenga: avversari veri, Zlatan Ibrahimovic e Adriano Galliani, non lo saranno mai.

“Onesto, leale, sempre disponibile”

Prima di entrare nel merito della storia rossonera tra i due dirigenti che si ritrovano da avversari in Monza-Milan, Galliani racconta l’uomo dietro a Zlatan Ibrahimovic attraverso il ricordo degli ultimi giorni di Mino Raiola.

“Voglio parlare dell’uomo: un uomo che più generoso non si può. Onesto, leale, sempre disponibile. Un esempio? Se gli chiedo di registrarmi un video di saluto per qualche tifoso in difficoltà che mi esprime questo desiderio, dopo meno di un minuto l’ho ricevuto. Zlatan è una bella persona, penso alla sua umanità: non è passato un giorno senza che facesse visita a Raiola in ospedale”.

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Galliani, Ibrahimovic e il Milan: una storia d’amore (con due rimpianti)

Adriano Galliani racconta poi la sua storia “d’amore” (così la definisce) con Zlatan Ibrahimovic tra il Milan e i due grandi rimpianti della carriera.

“Ariedo Braida stava trattando gli ultimi dettagli, il contratto era pronto. Intervenne Calciopoli […], Ibrahimovic stava lasciando la Juventus e in quelle condizioni l’Inter ci sorpassò. Il mio primo grande rimpianto. […] Nel 2009 Zlatan va al Barcellona e mai avrei potuto pensare che dopo un anno volesse andarsene. Il merito fu del mio grande amico Mino Raiola che sapeva già tutto. […] Insieme abbiamo vissuto due anni meravigliosi con un altro scudetto. Nell’estate 2012 Ibrahimovic voleva restare al Milan e io lo confortai. Gli dissi che sarebbe rimasto, brindammo a casa mia con una bottiglia di Dom Pérignon. C’era anche Mino che come al solito aveva già capito tutto: “Tra due mesi ti vende”. Successe solo perché le circostanze non permisero altro. Non mi parlò per due anni, rapporti totalmente interrotti. Pensava lo avessi tradito e non lo accettava. Voleva rimanere al Milan e fu il mio secondo grande rimpianto. […] Abbiamo ricucito perché è un uomo leale, trasparente anche quando si incazza. E il suo amore per il Milan era troppo grande”.

Photocredits: IMAGO / Giuseppe Maffia

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