Mondiale chiuso, ma come sono andati i rossoneri? Il resoconto completo

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Il Mondiale in Qatar si è concluso ieri con il successo dell’Argentina, ma i tifosi italiani non hanno mai potuto assistere a una partita o festeggiare una vittoria dell’Italia. Proprio per questo motivo, molti italiani appassionati di calcio hanno preferito tifare per i calciatori della propria squadra del cuore. Naturalmente, il nostro focus è sul Milan e i milanisti impegnati in questa (lunga) pausa dalla Serie A.

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Facciamo, dunque, un resoconto di come è andato ogni giocatore rossonero. Andiamo per ordine di uscita dalla competizione.

Simon Kjaer. Partiamo dal capitano della Danimarca, che rientra senza dubbio tra le nazionali che più di tutte hanno deluso a Qatar 2022. Infatti, la formazione di Kasper Hjulmand ha dovuto abbandonare il Mondiale già alla prima fase. I danesi non solo non hanno superato il girone D, ma sono arrivati addirittura in ultima posizione. Solo 1 punto dietro ai 4 della Tunisia e dai 6 di Australia e Francia. Kjaer ha disputato solo la prima sfida del gruppo, quella contro la Tunisia terminata 0-0, salvo poi essere sostituito al 65′. Solo panchina per Simon nelle altre due gare.

Charles De Ketelaere. Nella categoria “delusioni”, una delle prime è certamente il Belgio di Roberto Martinez. In un girone con Croazia, Marocco (poi rivelatesi entrambe di grande caratura) e Canada ci si aspettava almeno il passaggio del turno. Così non è stato, perché nei tre match i belgi hanno vinto solo contro il Canada. Il 90 del Milan, che tutti aspettavano potesse riscattarsi in Qatar, ha giocato solo un quarto d’ora nel caos degli ultimi minuti di Belgio-Marocco. Nota positiva: ha potuto raggiungere la squadra già a Dubai.

Sergino Dest. Ottimo il Mondiale del terzino di proprietà del Barcellona. Sono 309 i minuti giocati per lui. Con i suoi Stati Uniti ha superato contro pronostico la fase a gironi a dispetto di Galles e Iran. Un traguardo importante che è passato anche dal suo assist per Pulisic nell’1-0 contro gli iraniani,  valso l’accesso agli ottavi di finale. La comunque buona competizione degli USA, però, è poi terminata proprio nella successiva gara contro l’Olanda, persa 3-1 dagli americani. Le prestazioni convincenti dell’esterno di destra del Milan con la sua nazionale hanno convinto alcuni dei milanisti più scettici. Facile pensare, dunque, che tornerà a Milanello ancor più motivato di prima.

Fodé Ballo-Touré. L’altro terzino del Milan (uno dei tre a Qatar 2022) ha cominciato la sua avventura mondiale in ritardo. Infatti, il senegalese ha dovuto rinunciare alle prime tre partite per colpa di un infortunio. Solo 7 i minuti da lui disputati. Peraltro, tutti nell’ottavo perso 3-0 contro l’Inghilterra. Nulla toglie alla soddisfazione del Senegal, che può comunque ritenersi soddisfatto del campionato del mondo giocato. Il rammarico, per il rossonero, è certamente per non aver potuto contribuire ai successi della sua nazionale.

Rafael Leao. Per il fuoriclasse portoghese si trattava della primissima partecipazione ad una competizione di questo livello con la sua nazionale. E non ha di certo deluso le alte aspettative dei tifosi (anche del Milan). Alla luce dell’uscita un po’ a sorpresa del Portogallo con il Marocco ai quarti, rimane il mistero di alcune scelte del CT Santos, che più volte ha rinunciato a Rafa. Cosa poteva fare più di 2 gol in soli 83′ disputati? Certamente, a fine Mondiale è da annoverare tra i migliori rossoneri in Qatar.

Theo Hernandez. Inizialmente doveva essere la riserva di suo fratello Lucas. O almeno, questa era l’idea del CT Deschamps. Poi, sfortunatamente, il più grande dei due Hernandez ha subito un brutto infortunio alla prima gara del girone e ha definitivamente lasciato il posto al rossonero. Theo ha da subito conquistato tutti in Francia con questo Mondiale. Ha collezionato ben 508′ nelle 7 gare della sua nazionale. Il terzino sinistro del Milan è risultato anche decisivo, perché ha servito due assist (uno per Olivier Giroud) e segnato l’importantissimo gol nella semifinale contro il Marocco. Resta giusto la delusione della finale persa, ma per il classe ’97 si tratta di un esordio in una Coppa del Mondo da incorniciare.

Olivier Giroud. Da incorniciare più di tutto, però, è la competizione del 9 rossonero. Non solo è diventato il miglior marcatore della storia della Francia, ma ha raggiunto questo incredibile traguardo segnando reti pesanti in un Mondiale. Arrivava in Qatar anche lui da riserva (di Benzema) e con la fama del giocatore che mai era stato decisivo nel 2018 in Russia. Complice l’infortunio dell’attaccante Blancos, Oli si è ritagliato un ruolo da protagonista con 4 gol segnati, alle spalle solo dei due marziani Messi e Mbappé. Al di là del brutto epilogo, i 424′ disputati al suo ultimo Mondiale, sono stati da lui sfruttati alla perfezione. Anche per far ricredere gli scettici.

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