Milan, Zille: “Leader in campo, no a questo errore. Tra Pioli e Fonseca…” (ESCLUSIVA)

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

 

Intervistata in esclusiva, Federica Zille ha paragonato Stefano Pioli e Paulo Fonseca, passato e presente del Milan, in un aspetto

Intervenuta al talk di Radio Rossonera, l’inviata di DAZN Federica Zille ha parlato del mercato del Milan ed avanzato un paragone tra Pioli e Fonseca.

Le parole di Federica Zille

Cosa ti aspetti di diverso da Fonseca rispetto a Pioli? “Mi è più chiaro cosa aspettarmi in linea di continuità, cioè la pacatezza dell’allenatore. Anche Pioli aveva una grande signorilità in panchina, tanta lucidità. Mi aspetto la stessa cosa da parte di Fonseca, e credo che anche questo venga sempre misurato quando un allenatore entra in orbita Milan. In divergenza onestamente non so, quando allenava la Roma non andavo a bordocampo quindi anche per me sarà un’esperienza completamente nuova”.

Cosa serve per rinforzare questo Milan? “Serve sicuramente un difensore centrale. Sia a livello numerico e sia perchè l’anno scorso è stato il reparto che ha balbettato più di tutti. Quindi diminuire quei 49 gol subiti in campionato credo sarà la priorità numero uno. Poi servirebbe un terzino destro all’altezza di Theo Hernandez e soprattutto blindare il francese a Milanello, perchè conservare lui è una delle priorità. E infine la punta. Sono questi gli elementi imprescindibili, che il Milan si porta dietro di mercato in mercato…è anche arrivato il momento di puntellare queste 3 lacune della rosa il prima possibile, per lavorare da subito con una squadra vicina a quello che sarà l’11 definitivo”.

Come si recupera la leadership persa con le partenze? “Con i giocatori attualmente in rosa, io vedo una mancanza di leadership in campo. I leader tecnici non lo sono a livello carismatico, perchè Leao non è ancora quel giocatore a cui mettere la responsabilità sulle spalle. Pensare che si possa delegare il ruolo di leader a Zlatan Ibrahimovic da dirigente secondo me è un errore enorme, perchè in campo ci vanno altri 11 uomini. Lui può solo guardare dalla tribuna”.

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