Ordine dopo Milan-Udinese: “Trovata bislacca, stato confusionale”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il Milan cade anche contro l’Udinese e chiude un mese senza vittorie: Franco Ordine commenta quello che non è più soltanto un momento storto

Il Milan cade anche contro l’Udinese a San Siro e per la prima volta dopo tanto tempo viene fischiato dal suo pubblico: senza vittoria da un mese, ora Stefano Pioli è contestato anche dai tifosi che prima della partite casalinghe cantavano il suo nome. Poche, pochissime idee di gioco per affrontare una squadra che non vinceva in Serie A da 14 partite e che in questa stagione, tranne contro il Catanzaro in Coppa Italia, non aveva mai vinto. In casa Milan ora suona l’allarme: martedì non ci sarà l’Udinese a San Siro, ma il Paris Saint-Germain di Kylian Mbappé.

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“Trovata bislacca, così è tutto improvvisato”

In un editoriale sulle colonne de Il Giornale, Franco Ordine ha commentato la disfatta del Milan di ieri sera per mano dell’Udinese, una delle sfide più brutte che ha visto protagonista la squadra di Stefano Pioli da quanto l’allenatore di Parma è seduto sulla panchina rossonera.

“Il peggior Milan dell’anno di scarsa grazia 2023 certifica, con la sconfitta domestica di ieri sera, rimediata contro l’Udinese al primo successo in campionato, lo stato di crisi dei rossoneri. Non vince più da oltre un mese. E la discutibile soluzione tattica scelta da Pioli per l’occasione ha la sua bella quota di responsabilità. D’accordo, gli infortuni (anche Theo si aggiunge alla lista) hanno un peso ma non sono una totale giustificazione al cospetto dei friulani in grave ritardo di classifica. I due centravanti sono stati una trovata bislacca, il rimedio nella ripresa non sortisce alcun effetto. E a ben vedere per scarsa fiducia nei confronti di Romero dopo la prova deludente di Napoli. Il Milan non vince dal primo sabato di ottobre a Genova, un ritardo ingiustificato adesso che il calendario volge al meglio e che scava ritardi in classifica. Theo Hernandez (contusione alla caviglia) è l’ennesimo ko denunciato dal Milan prima di cominciare con uno schieramento (2 centravanti) improvvisato che può generare solo una partita improvvisata”.

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I due capitoli di Milan – Udinese: dai fischi… ai fischi

Nella seconda parte dell’editoriale, Franco Ordine ha raccontato la sfida tra Milan e Udinese nei suoi momenti clou: da una prima frazione fischiata a un secondo tempo confusionale e… altrettanto fischiato.

PRIMO TEMPO: “Nella prima frazione le due torri Giroud e Jovic non toccano biglia e le due conclusioni di fonte rossonera appartengono a Calabria e Musah dal limite con respinte di Silvestri. Non c’è sviluppo di gioco lineare, non ci sono trame a causa di molti errori tecnici (specie Krunic nei passaggi). L’Udinese (11 su 11 sono diversi dalla coppa Italia di mercoledì) ha la prima golosa occasione (Pereyra tira sul secondo anello) e disegna un impianto difensivo affollato specie a destra dove sono in due-tre a circondare Leao, unica fonte alternativa di Pioli e di discutibile ispirazione. Dopo generosi incitamenti della curva che si lamenta per i prezzi salati delle curve (a Lecce ridotti da 65 a 35 euro dopo proteste), all’intervallo arrivano fischi meritati”.

SECONDO TEMPO: “Due i cambi scontati decisi Pioli all’alba della ripresa: dentro Adli per Krunic (ammonito e con un acciacco) e Okafor per l’inutile Jovic. Il risultato è molto deludente perché è l’Udinese a meritare il vantaggio maturato dopo l’ora di gioco grazie al rigore fischiato da Sacchi per il pestone in area di Adli a Festy. Pereyra non concede scampo a Maignan. Non c’è nemmeno una reazione d’orgoglio capace di offrire qualche sbocco in attacco, segno di uno stato confusionale a cui nemmeno le ultime due sostituzioni (Loftus Cheek e Romero) riescono a dare le energie necessarie per risalire la corrente del risultato. Anzi è l’Udinese, negli spazi scavati alle spalle, a sfiorare il colpo del ko. L’assedio finale procura un isolato colpo di testa di spalla di Giroud e una volée di Florenzi deviati da Silvestri, il migliore dei suoi, decisivo”.

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