Milan-Udinese, Condò: “È crisi. 6 punti dall’Inter…”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il pensiero del giornalista e opinionista Paolo Condò in merito al momento del Milan, uscito sconfitto dalla sfida contro l’Udinese

Rientro dalla sosta shock per il Milan. I rossoneri sono arrivati alla pausa per le Nazionali di ottobre con il vento in poppa. Vetta solitaria della classifica in Serie A e prestazioni convincenti in Champions League, anche se la massiccia produzione di occasioni da gol non ha portato in dote alcuna rete e ha di conseguenza regalato solo due punti al Milan. La vittoria discussa, ma di cuore, contro il Genoa sembrava essere il manifesto perfetto per il momento del Milan. In due settimane lontano da Milanello, invece, sembra essere cambiato tutto. Dal rientro i rossoneri hanno ottenuto solo un punto, facendosi rimontare tre gol a Napoli. Sono poi arrivate tre sconfitte, tutte senza reti realizzate e addirittura due tra le mura amiche. Dopo il passo falso contro l’Udinese, il giornalista ed opinionista Paolo Condò ha detto la sua in merito alla partita e in generale al momento del Milan ai microfoni di Sky Sport.

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“6 punti dall’Inter iniziano ad essere parecchi”

Il Milan è in crisi, non dobbiamo avere paura ad usare questa parola. Dall’ultima pausa nazionale ha perso tre partite e ne ha pareggiata una, ha fatto un punto su 12. Se non è crisi questa… È una crisi soprattutto se vai a vedere i numeri alla voce gol segnati: ha subito un gol di più rispetto all’anno scorso a questo punto, ma ha fatto solo 18 gol e l’anno scorso ne aveva fatti 24. Mancano 6 gol, e sonoreti molto importanti. Oggi Pioli ha provato a dare una risposta, tenendeo sempre presenti ovviamente gli infortunati, ed è dovuto precipitosamente tornare dopo 45 minuti sulla sua decisione: Jovic lo abbiamo visto una volta di più inadeguato. Okafor ha fatto qualcosa in più. Impressiona che il Milan sia stato realmente pericoloso solo nei minuti di recupero del secondo tempo. Lì ha fatto una grande parata Silvestri su una deviazione di Giroud. Il Milan avrebbe potuto trovare la rete del pareggio, ma non avrebbe cambiato molto la sostanza delle cose. Ora ci sono 6 punti di distanza dall’Inter… Cominciano ad essere parecchi.

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“Rigorino, ma il Var non può intervenire”

Dopo aver analizzato la gara, Condò ha anche voluto esprimere un breve pensiero in merito al calcio di rigore che ha regalato i tre punti all’Udinese: “È un rigorino. Il piede di Adli tocca la punta di quello di Ebosele, non so con quale intensità. Ma il Var non può intervenire”. Il pensiero di Condò è parzialmente condiviso dal moviolista di DAZN Luca Marelli. Anche l’ex arbitro parla di rigorino, ma per lui il Var avrebbe dovuto intervenire: “Dall’analisi emerge che è un rigore che a me non piace per niente, che non andava fischiato. L’intervento di Adli sicuramente rischioso, ma che il piede sinistro si appoggia davanti al piede destro di Ebosele, forse gli tocca la punta ma veramente troppo poco per concedere un calcio di rigore. Non consideriamo il contatto con il piede sinistro, perché nel momento stesso Ebosele trascina il piede verso il ginocchio di Adli. Il Var non è intervenuto perché c’è stato un minimo contatto. Sinceramente, secondo me dovrebbero essere revocati anche con il Var. Sono rigori che appartengono a quella brutta categoria dei rigorini, ma che non devono essere fischiati. La linea è quella di evitare che vengono assegnati questi calci di rigore”.

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