Milan-Torino, Pioli in conferenza: “San Siro ci trainerà, a Leao chiedo…”

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Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Domani sera va in scena Milan-Torino, Pioli la presenta in conferenza: la spinta di San Siro, gli accorgimenti in difesa e la richiesta a Leao

Tutto pronto per la seconda giornata di Serie A, domani sera il Milan ospiterà il Torino a San Siro, Stefano Pioli ha presentato le difficoltà della gara in conferenza. Il tecnico emiliano ha sottolineato le qualità della squadra di Juric, ha accennato a delle possibili soluzioni che vedremo in campo domani e risposto a qualche spunto di calciomercato.

Milan-Torino, parola a Pioli

Da Paqua 2022 che sono sempre 70mila spettatori. Cosa pensa di aver trasmesso ai tifosi?
“Credo e spero l’amore per il Milan. Per noi giocare a San Siro significa essere felici, noi prendiamo da loro energie. Siamo felicissimi di tornarci e non è una sorpresa che ci siano tanti tifosi. Faremo di tutto per soddisfarli”.

Cosa lo ha sorpreso a Bologna?
“La cosa migliore è la disponibilità dei giocatori, abbiamo corso tantissimo ma non benissimo. Ma il lavoro dei giocatori è stato totale”.

Cosa pensa del mercato? E della situazione Lukaku?
“Da allenatore preferirei che il mercato finisse prima dell’inizio del campionato, e non capisco perché non si riesca a trovare una soluzione. Sono concentrato sulla partita di domani, ma ho un club organizzato che saprà cogliere le occasioni”.

Dopo l’addio di Ibra, Leao sta facendo altri step?
“Lo sta facendo da più anni, in campo soprattutto. Sta lavorando in modo continuo e positivo. Sulla disponibilità: vorrei facesse qualche corsa in meno e che prendesse posizione subito”.

La rosa è composta da 30 giocatori. Qual è il numero ideale?
“Meno di 30 (ride, ndr). Nella mia testa vorrei una squadra con doppi ruoli e poi attingere dai giovani. Se parliamo di tre portieri e doppi ruoli, siamo sui 25 giocatori”.

Con il Torino si alza l’asticella?
“I nuovi saranno contenti di giocare a San Siro, saranno impressionati anche se vengono da società importanti. San Siro è San Siro, con tifosi unici, proveranno emozioni che gli rimarranno dentro e che spero gli facciano trarre positività. Domani affrontiamo una squadra che nelle ultime quattro trasferte ha vinto quattro volte. Conosciamo le difficoltà, sappiamo come vogliamo giocare, c’è molta positività”.

Sai già dire in cosa è diverso il Milan?
“I confronti con il passato sono difficili, ogni partita e stagione fanno storia a sè. A me piace il gruppo che sto allenando. I “vecchi” hanno accolto benissimo i nuovi, i nuovi si stanno sforzando, la lingua, l’ambiente. Ci vuole tempo, abbiamo cambiato qualcosa nel costruire e nel difendere. Ogni giorno ci serve per capire a che punto siamo. La prova di domani è tosta, ci ha sempre creato difficoltà, ma meglio di così non potevamo prepararci”.

Cosa succederà agli esuberi se non vengono venduti?
“Sono valutazioni che faremo il 2 e il 3 settembre, se ci saranno queste opportunità”.

Chi gli ricorda Reijnders?
“Non amo i paragoni, credo che ogni giocatore sia una storia a sè. Credo che Tijjani sia molto intelligente, ci può dare tante soluzioni. Difficile fare paragoni, le caratteristiche sono troppo singole.”

In difesa i rossoneri fanno ancora fatica. Come mai?
“Abbiamo concesso qualcosa di troppo, ma il presupposto non è corretto: se attacchiamo bene non è merito degli attaccanti, ma di chi costruisce l’azione. Stessa cosa in difesa: dipende dalla squadra”.

Che caratteristica vuole per il suo attaccante?
“In questo momento c’è Giroud, c’è Colombo e Okafor che può fare la punta. Siamo coperti”.

Ha cambiato idea su Kalulu?
“Pierre è forte, può giocare sia da centrale che da terzino e ora stiamo lavorando più sul giocare terzino”.

Chi sarà il vice Theo?
“Bartesaghi è interessante, quando non sarà con noi andrà con la Primavera. Come vice Theo ci sono anche Calabria e Florenzi, abbiamo le situazioni interne in caso di assenza di Theo”.

Cosa non vuole vedere domani che ha visto a Bologna?
“Mi sono piaciute tante cose a Bologna. Serve maggiore lettura nella fase difensiva, anche se il difficile nell’analizzare le partite siano le caratteristiche delle squadre. Il Torino prenderà posizioni diverse dal Bologna”.

Che difficoltà maggiori dà l’affrontare il Torino?
“Abbinano organizzazione a fisicità, oltre a giocatori di qualità. Sono una squadra da parte sinistra della classifica, sono una squadra che può mettere tutti in difficoltà. Noi stiamo bene, siamo alla seconda giornata e vogliamo insistere, vogliamo superare le difficoltà con soluzioni giuste, specie nel recupero palla per essere pericolosi”.

Dopo un po’ l’allenatore va cambiato dicono alcuni. Lei ha cambiato interpreti, perché?
“È lo studio del calcio che mi spinge a cose nuove, non tanto per. Vogliamo trovare soluzioni che possano darci più garanzie di risultato. Cerco ogni anno, non perché ci sono da quasi cinque, di trovare qualcosa di diverso nell’allenamento, nella comunicazione, nella motivazione, perché la routine rischia di appiattire il livello. Io cerco cose nuove per stimolare i ragazzi con cose diverse, anche per me”.

Come prosegue la crescita di Romero?
“Sta facendo molto bene, devo dire che è uno di quelli che mi sorprende di più. Rientra nelle possibilità di scelta, compete con compagni di livello, ma è pronto per giocare. E’ un ragazzo intelligente e di talento”.

Reijnders più avanti di Loftus col Bologna. Sarà sempre così?
“Era un’uscita che doveva fare senza palla, in una posizione più alta di Loftus-Cheek. Sono due mezzali… ma senza palla uno dei due deve fare il secondo mediano, come sempre successo nella mia gestione”.

Cosa dovete fare per sigillare la difesa?
“Lavorare di squadra, forte, con attenzione. Sbagliando tante volte siamo già intensi in pressione, poi quando la palla arriva nella nostra metà campo lo siamo meno e possiamo migliorare. Essere equilibrati è una base di partenza importante per una squadra che forse ha una buona capacità realizzata. Non prendere gol potrebbe garantirci risultati importanti”.

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