Torino

Il Torino di Ivan Jurić, prossimo avversario del Milan, è attualmente undicesimo (a pari merito) in classifica con 11 punti conquistati, frutto di tre vittorie e due pareggi.

Dopo un inizio un po’ in sordina, che aveva anche fatto sbottare il tecnico croato, la compagine granata ha iniziato a macinare gioco e punti fino ad issarsi all’attuale posizione di classifica.

Un percorso comunque non lineare, che ha subito due battute d’arresto contro Juventus e Napoli che, sommate a quelle di inizio campionato contro Atalanta e Fiorentina, danno l’idea di una squadra che faccia fatica con le big.

Tuttavia, guardare solo ai risultati sarebbe fuorviante dato che ad esempio, contro bianconeri e partenopei, il Toro ha disputato due buone partite dimostrando quindi di essere in crescita.

Dal punto di vista tattico i granata sono simili a Verona e Atalanta, essendo anche Jurić figlio del coaching tree di Gasperini. In fase di non possesso la volontà è quella di difendere 1c1 sul lato forte del campo. Tutto questo accompagnato da una forte pressione in avanti, come confermato dal dato relativo al PPDA (7.33) che colloca il Torino al primo posto in questa graduatoria.

Questo tipo di struttura impone alla squadra di vincere il maggior numero di duelli individuali. Di contro, la compagine torinese rischia di andare in difficoltà.

Difficoltà che possono esserle causate anche da un continuo movimento offensivo degli avversari che riesca a portare fuori zona i marcatori granata.

Dal punto di vista offensivo la squadra di Jurić predilige una costruzione diretta che sfrutti il calcio lungo del portiere Milinkovic-Savic, per andare poi a giocare sulle seconde palle in campo contrario. I dati fbref.com confermano questo approccio: il Toro infatti risulta essere la prima formazione della massima serie per percentuali di rimesse dal fondo più lunghe di 35 metri (96.1%) e per lunghezza media dei rinvii (75.8m).

Con palla nella metà offensiva l’undici piemontese cerca poi di organizzare i propri attacchi sfruttando il lavoro per corsie esterne degli invasori centrali (Pobega, Praet, Breakalo) e dei quinti (Singo e soprattutto Ansaldi). A questi si aggiunge il lavoro dentro l’area avversaria della punta centrale (Sanabria in attesa del rientro di Belotti).

Altro elemento chiave del modello di gioco del Torino è quello della ricerca immediata della verticalità. Questo fattore, unito al sopracitato pressing alto, fanno dei prossimi rivali del Milan la terza squadra in serie A per numero di azioni offensive che iniziano 40m o meno dalla porta avversaria (75). La prima in questa classifica è proprio la squadra di Pioli (83).

Milan-Torino
Nell’immagine prodotta con videomatch di Sics vediamo la ricerca di una pressione forte del Toro sul lato forte. Su quello debole il quinto rientra per dare equilibrio.

 

Leggi QUI la conferenza stampa di Stefano Pioli alla vigilia di Milan-Torino

photocredits twitter.com/TorinoFC_1906

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