Milan, Stellini (vice Conte): “La storia di Antonio è fatta di gap colmati”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Mentre il Milan osserva, il vice di Conte Christian Stellini ha parlato del metodo di lavoro dell’allenatore tra società e mercato

In un’intervista rilasciata a TeleLombardia, il vice di Antonio Conte (accostato al Milan) Christian Stellini ha risposto ad alcune domande sui criteri di scelta di un progetto o di un giocatore da parte del tecnico leccese e non solo.

Le parole di Stellini

“La voglia di tornare è tanta. L’anno è stato vissuto all’insegna comunque del lavoro, dell’aggiornamento: è stato fatto un grande lavoro in inverno perché Antonio vuole sempre aggiornarsi e migliorarsi. Nella prossima avventura, se ci sarà, ci saranno delle novità tattiche: abbiamo lavorato tanto su questo. Conte vuole portare più imprevedibilità e modernità del gioco”.

Si parla tanto del fatto che Conte sia un allenatore difficilmente gestibile…

“Se stiamo parlando della difficoltà di gestione questo accomuna tutti gli allenatori importanti come Conte, anche quelli che oggi stanno crescendo: non è mai facile creare sinergie tra club e allenatore, perché il club ha sempre esigenze di risultato ed economiche che non collimano sempre con le esigenze dell’allenatore che vogliono vincere tutte le partite. Poi ci sono allenatori che questa cosa la nascondono e altri che la rendono trasparente: Conte è uno trasparente, molto esigente, che però ha ottenuto sempre grandi risultati. E questo è il centro della discussione”.

La smentita sul mercato

Si dice anche che faccia richieste esose sul mercato?

“Se io guardo alla carriera di Conte, io vedo un allenatore che ha chiesto progetti ambiziosi, non giocatori. E non necessariamente progetti ambiziosi vuol dire giocatori costosi. L’unico giocatore chiesto espressamente da Conte è stato Lukaku, che poi ha fatto 60 gol all’Inter e ha vinto uno Scudetto: chi non l’avrebbe preso in quel momento? E poi è stato venduto al doppio dei soldi. Anche questo mito è da sfatare: Conte ha sempre preso dei progetti da far crescere, sia in termini sportivi che patrimoniali, e lui il risultato l’ha sempre ottenuto”.

Conte vuole solo una squadra pronta per vincere?

“Non credo esistono dei limiti. Sono etichette messe e certe volte fanno ridere queste cose su Conte. Conte è come tutti gli altri, non uno che sceglierebbe solo certi tipi di progetto. Ultimamente è uscito di Leao associato all’Inter, che non fu preso ai tempi di Conte, ma andando indietro nel tempo se si prendeva Lukaku non si prendeva Leao. Qual’era la scelta migliore in quel momento? In quel momento la scelta migliore era Lukaku, poi di Leao che fosse un prospetto importante lo si sapeva, ma un allenatore sceglie in base alle sue esigenze. È una cosa ridicola aver tirato fuori questa storia”.

Sul Milan

Quindi Leao piace ancora?

“Penso che Leao piaccia un po’ a tutti… I grandi giocatori piacciono sempre”.

Cosa sceglierebbe Conte tra Milano e Torino?

“Lui prenderebbe il progetto, al di là della questione economica”.

Il progetto Milan potrebbe adattarsi a Conte?

“Questo non te lo so dire. Dico solo che tutte le grandi squadre, come il Milan, possono diventare dei progetti adatti a Conte: non c’è nessuna preclusione da parte di nessuno. Io e Antonio non ne abbiamo mai parlato eh… Poi come fai a non associare una grande squadra a grandi allenatori, ma questo vale per tutte le squadre e per tanti grandi allenatori”.

Che squadra è il Milan?

“Il Milan è una squadra forte, che è seconda in classifica. Certo che c’è un gap con l’Inter da colmare, Pioli ha fatto grandissime cose e nella storia di Conte questi gap sono stati colmati. Conte arriva alla Juve col Milan davanti e la Juve torna a vincere, Conte va all’Inter dopo che la Juve aveva vinto 9 Scudetti e questa cosa viene ribaltata”.

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