Milan-Slavia Praga, Adli: “Siamo forti e benvoluti. Così ho lavorato con Pioli”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Alla vigilia dell’andata con lo Slavia Praga parla anche Yacine Adli: così il centrocampista del Milan in conferenza

Insieme al suo allenatore Stefano Pioli, che verosimilmente lo riproporrà al centro del campo ancora una volta, Yacine Adli è intervenuto in conferenza stampa a Milanello per parlare di Milan-Slavia Praga. Di seguito, il francese sul match valido per l’andata degli ottavi di finale di Europa League, che andrà in scena domani a San Siro alle ore 21.

Le parole di Adli

APPROCCIO – “Giochiamo in casa e come contro il Rennes vogliamo partire forte fin da subito”.

L’IMPORTANZA DELL’EUROPA LEAGUE – “Penso che quando il Milan gioca una competizione l’obiettivo è sempre di vincerla. Non è la Champions League, ma ci sono comunque squadre di livello e lo siamo anche noi. Vogliamo dimostrarlo”.

ESORDIO IN NAZIONALE – “Penso che da giocatore voglio giocare al livello più alto. Giocare con la Francia è un obiettivo. Poi spiegherò il perché, ma ora non è il momento.

I COMPAGNI A CENTROCAMPO – “Non so se sono un punto di riferimento del Milan, abbiamo 6 centrocampisti forti che possono giocare insieme indistintamente, senza abbassare il livello. Ci vogliamo tutti bene e ci teniamo a tenere la squadra ad alto livello”.

LA SUA FASE DIFENSIVA – “Con lo staff abbiamo lavorato su questo aspetto. L’anno scorso mi mancava e lo sapevo, quindi era più facile lavorarci. Il mister mi ha dato tutto ciò che serviva per crescere. Devo ancora completare la crescita, ma oggi vedo e capisco più cose di prima”.

COS’È CAMBIATO – “Niente di speciale. Il mio modo di giocare è diverso visto il ruolo, ma tutti qui hanno creduto nelle mie qualità. Sulla fase difensiva c’erano altri giocatori molto piùforti di me, ma io lo sapevo. Me l’avevano detto che sarebbe stato difficile in Italia”.

I FRANCESI DEL MILAN E L’INTEGRAZIONE- “Certo, quando sono arrivato al Milan integrarsi era più facile. Ho creato un buon rapporto con tutti i giocatori, non c’è chi l’ha fatto di più”.

CIRCOSTANZE – “Io non ho creato niente, creo tanto in dio e per me tutte le cose vengono da lui. Io sono solo una causa e cerco di fare il meglio con lavoro e famiglia per essere una brava persona”.

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