“Milan da scudetto? Sì, ma a due condizioni”: il giornalista spiega

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

A sole sei lunghezze dall’Inter e con un calciomercato davanti, il Milan può credere nella rimonta scudetto: Vernazza spiega perché

Con il calciomercato di gennaio alle porte, la corsa scudetto per il Milan non è finita, anche se l’Inter è avanti di sei lunghezze e la Juventus di quattro. E’ quello che scrive il giornalista Sebastiano Vernazza questa mattina sulle colonne della Gazzetta dello Sport. In un editoriale di commento, Vernazza ha spiegato e motivato le due condizioni indispensabili per far sì che la squadra di Stefano Pioli creda nella rimonta. Una è legata al calciomercato, l’altra ad una partita che il Milan ha perso 5 volte consecutive: il derby contro l’Inter.

Punto 1: il calciomercato di gennaio del Milan

La prima condizione per sperare di vedere un Milan da scudetto, scrive Sebastiano Vernazza, è legata al calciomercato e in particolare all’arrivo del centravanti:

“Sono due le condizioni indispensabili per un Milan 2023-24 da scudetto. La prima riguarda il mercato. Bisognerà rafforzarsi a gennaio, riempire la casella del centravanti bis, dietro Giroud, mancanza che fin qui ha reso il Milan un’anatra zoppa, anche se le due partite senza il francese, contro Fiorentina e Frosinone, sono state vinte grazie al sostituto Jovic. Il primo obiettivo, Jonathan David, canadese del Lilla, in Francia, forse è irraggiungibile. La valutazione di 40 milioni di euro lo rende proibitivo, specie in inverno, dentro un quadro societario in evoluzione. In 14 giornate di Ligue 1, David ha segnato 4 gol, non moltissimi, e oggi si ritrova lontano da Mbappé, capocannoniere con 15 reti. Il suo valore però è accertato. Parliamo di un attaccante scaltro e rapido, diverso a Giroud, del quale non ha la stazza, tanto che i due potrebbero giocare insieme, con David a girare attorno al francese. Se non sarà David, sarà un altro, e le soluzioni offensive cresceranno. Arriverà poi un centrale difensivo, un acquisto improrogabile per l’epidemia di accidenti che ha colpito il settore. A centrocampo da non sottovalutare il rientro di Bennacer dal lungo infortunio, ci siamo dimenticati di quanto l’algerino fosse importante. Le sue interazioni con Reijnders e Loftus-Cheek potrebbero generare valore. Bennacer, con altri mezzi, era l’equivalente di Brozovic prima e di Calhanoglu poi nell’Inter”.

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Punto 2: con l’Inter un solo risultato

La seconda condizione, continua il giornalista della Gazzetta dello Sport, è legata al campo: il derby contro l’Inter di fine aprile sarà fondamentale dopo cinque sconfitte consecutive nelle stracittadine per il Milan.

“A proposito di Inter, qui scatta la seconda condizione imprescindibile. Ogni milanista ha “circolettato” sul calendario il fine settimana di domenica 21 aprile, quando si giocherà il derby di ritorno, ancora da definire giorno e orario. Può essere che a primavera il Milan sia fuori dalla corsa, che l’Inter veleggi in solitaria verso la seconda stella. Non possiamo saperlo oggi. Sappiamo però che il Milan ha perso gli ultimi cinque derby, tra Supercoppa, Serie A e Champions: per i rossoneri una serie negativa senza precedenti, una striscia che rischia di creare un complesso di subalternità. Il 5-1 dell’andata di settembre è stato l’evento traumatico su cui il Milan si è avvitato. Mancano più di quattro mesi alla rivincita, che potrebbe essere inframmezzata da un doppio derby nelle semifinali di Coppa Italia. Il Milan deve lavorarci sopra per tempo, con cautela e determinazione in pari misura, per evitare l’effetto ossessione. Se poi quel derby varrà come snodo scudetto, tutto si eleverà al cubo, però a quel punto il Milan si sarà riscoperto competitivo e in fiducia”.

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