Milan, Salvio: “Adli giocatore di altri tempi, così arricchisce il gruppo” (ESCLUSIVA)

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervistato in esclusiva da Radio Rossonera, Fabrizio Salvio ha commentato la recente intervista fatta al centrocampista del Milan Adli

Dopo un primo anno da fantasma, ora Yacine Adli è entrato di forza negli schemi di Pioli e nei cuori dei tifosi del Milan. Fabrizio Salvio, firma di Sportweek che recentemente ha intervistato proprio Adli, ha voluto esprimere le sue opinioni sul centrocampista del Milan in esclusiva a Radio Rossonera.

Le sue parole in esclusiva

Cosa ti ha lasciato dal punto umano e sportivo?
“Mi ha confermato l’impressione che avevo avuto leggendo qualcosa su di lui che fosse una persona, non un calciatore, interessante e diversa, nel senso che ha una cultura e una sensibilità particolari. Possiede un’originalità tutta sua, che discende dalla storia della sua famiglia di origini algerine, col papà trasferito in Francia appena bambino e vissuto in un sobborgo multietnico di Parigi.

Adli è stato salvato da quell’ambiente difficile grazie proprio al padre che lo ha iscritto a scuola di musica, dove ha imparato a suonare il violino, e poi lo ha fatto giocare a scacchi. Il bambino Yacine ha dunque sviluppato una serie d’interessi che lo ha poi portato ad essere l’uomo che è oggi, con tante sfaccettature, con cui si può parlare di tante cose”.

Ti sei fatto un’idea di come abbia superato la scorsa stagione?
“Per uscire da situazioni simili ci vuole cultura in senso ampio, di vita, una forte consapevolezza di sè stessi e una buona dose di autostima. Lui si è innamorato dei colori del Milan e ha voluto dimostrato a sè stesso di poter stare in questa squadra. Alla fine ci è riuscito, ed è uno che sta nel gruppo e può scendere in campo in un ruolo non suo. Io non l’ho mai visto come trequartista, io lo considero molto simile a Calhanoglu…ha meno passo del turco, però ha la visione e le sventagliate di 40-50 metri.

Ora lo sta facendo vedere un po’ poco perchè è attento a fare il compitino e a non deludere le richieste dell’allenatore, ma sono sicuro che può mostrare di più. Sembra un giocatore di altri tempi perchè non è fisicato o palestrato, non ha chissà quale gamba ma vede linee di passaggio che forse non tutti vedono. In questo Milan ci può stare”.

Ha conquistato il cuore dei compagni già l’anno scorso…
“Se una persona è intelligente non può non apprezzare uno come lui. Ha mille interessi, è arrivato in Italia con grande umiltà e sta imparando anche la lingua…Cristiano Ronaldo è uno che avrebbe potuto permettersi i migliori insegnanti e non ha mai imparato nulla. Uno così arricchisce il gruppo a livello umano, strutturale, di sensibilità.

Non ha mai detto una parola fuori posto anche quando non giocava, mai una polemica contro il mister. Si è messo lì al suo posto in panchina, andava sotto la curva dopo le vittorie e oggi ha preso il posto di Krunic, uno dei pupilli di Pioli, pur non avendone le caratteristiche”.

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