Verso Milan-Salernitana: l’ultima volta fu Scudetto…

DiDavide Giovanzana

Dic 3, 2021
Polaroid MIL-SAL

Verso Milan-Salernitana: l’ultima volta fu Scudetto…

Domani pomeriggio (ore 15.00) il Milan accoglierà a San Siro la Salernitana per la 3° volta nella sua storia. E’ inutile dire che l’obiettivo è sempre lo stesso: vincere, sia per confermare la ripresa della squadra dopo Genova che soprattutto per approfittare degli scontri diretti che vedono protagonisti i nostri avversari (Roma-Inter e Napoli-Atalanta). Ma bisogna vincere anche per Simon Kjaer.

Anche se Milan-Salernitana è una partita che abbiamo visto poche volte in Serie A, qualche amarcord ci scappa. Cominciamo da Stefano Pioli: quella di Salerno è stata la sua prima panchina tra i professionisti, dopo le giovanili di Chievo e Bologna. Con i campani, il mister ha ottenuto una salvezza tutt’altro che scontata nel campionato di Serie B 2003/2004. La squadra infatti quell’anno fu ripescata all’inizio della stagione: farla rimanere nella categoria non era cosa semplice.

Un ricordo invece più rossonero ci porta alla stagione 1998/1999, nella quale Zaccheroni riportò il tricolore all’allora club di via Turati. Quell’anno, la Salernitana spaventò San Siro andando vicina a conquistare dei punti che sarebbero stati storici.

Ma torniamo un attimo indietro.

Con lo Scudetto del 95-96, Fabio Capello lascia la panchina del Milan dopo 4 titoli nazionali e una Champions League. E come spesso accade quando si chiudono i cicli, qualcosa smette di funzionare. La stagione 96-97 è un fallimento: fuori ai gironi in Europa e 11esimo posto in campionato. L’anno successivo Don Fabio torna ma il copione è lo stesso: 10 posto e una finale di Coppa Italia persa. Serve rifondare, di nuovo.

Silvio Berlusconi decide di puntare quindi sugli artefici del miracolo Udinese, arrivato 3° in campionato l’anno precedente. L’allenatore Alberto Zaccheroni, il capocannoniere Oliver Bierhoff e il terzino destro Thomas Helveg sbarcano a Milanello. Con il 3-4-3 firmato Zac, l’inizio di stagione è comunque altalenante ma in netta ripresa rispetto alle due stagioni precedenti. La svolta decisiva arriva prima del giro di boa della stagione, quando in un Milan-Perugia finora rimasto tranquillo il portiere Seba Rossi decide di atterrare con una mossa simil-wrestling l’attuale tecnico della Triestina Cristian Bucchi. I pali vengono allora affidati ad un altro Christian: il giovane e semi-sconosciuto Abbiati. Non li lascerà più fino a fine stagione.

Dopo la vittoria in trasferta a Bologna, arriva a Milano la Salernitana di un giovane Delio Rossi, alla sua seconda partecipazione in Serie A dopo quella della stagione 47-48. I rossoneri cercano la terza vittoria di fila per rilanciarsi clamorosamente nella lotta scudetto visto il momento poco felice per la Fiorentina di Batistuta. Nonostante qualche mal di pancia (quello di Boban su tutti), il clima sembra disteso. In un’intervista prima della partita, Bierhoff dichiara: “Devo segnare di più, voglio essere determinante per svoltare questa stagione”. Detto, fatto.

Passano solo 3 minuti dal fischio d’inizio e il bomber tedesco gira in porta un grandissimo cross in controbalzo del nuovo arrivato Andrés Guglielminpietro: 1-0. Inspiegabilmente però il Milan poi stacca la spina. Dopo pochi secondi Giampaolo (no, non QUEL Giampaolo) pareggia, e dopo altri 7 minuti il terzino sinistro Del Grosso scaglia un sinistro incredibile dai 25 metri che non lascia scampo ad Abbiati: è 1-2. Il giocatore della Salernitana è incredulo e comincia una corsa forsennata alla Tardelli… peccato per lui che l’epilogo non sarà lo stesso. Servono infatti 10 minuti al Milan per rimettere le cose al proprio posto. Boban batte velocemente una punizione sulla trequarti imbucando Bierhoff, e per Weah mettere dentro da un metro il pallone del 2-2 è un gioco da ragazzi. Nei minuti successivi, l’ex Udinese va due volte vicino alla doppietta ma Balli gli dice di no. Questione di tempo.

Dopo un intervallo nel quale i tifosi sugli spalti provano a scorgere col cannocchiale la presenza di Naomi Campbell nella tribuna vip di San Siro, i rossoneri rientrano in campo nello stesso modo in cui lo hanno lasciato. All’ora di gioco, tocca a Morfeo alzare la palla per il 3-2 firmato ancora di testa da Oliver Bierhoff, che segna il suo 9 gol in campionato (arriverà a 19 totali) mantenendo la promessa fatta prima del match.

Esattamente come nel primo tempo però, dopo essere tornato in vantaggio il Milan stacca di nuovo la spina. Stavolta però è fortunato, perché la Salernitana colpisce prima un palo con Di Vaio, poi una traversa con un giovane David Di Michele e un’altra ancora al 91esimo sugli sviluppi di un corner. Fischio finale e sospiro di sollievo: il Milan vince 3-2.
Fortuna, solidità, 7 vittorie nelle ultime 7 e un grande Abbiati consentiranno ai rossoneri a fine stagione di alzare al cielo il 16esimo Scudetto della sua storia, battendo la Lazio di Sven-Goran Eriksson in una lotta serrata fino all’ultima partita.

Gustiamoci quindi il ritorno dei campani a San Siro dopo 22 anni, sperando un po’ romanticamente che la stagione in corso finisca come quella del 98/99.

Rileggi QUI le parole di Ibrahimovic al Corriere della Sera
Riguarda QUI l’intervento di Marco Nosotti (Sky Sport) al Talk di ieri

Il Milan vince il 16esimo Scudetto della sua storia
Naomi Campbell sulle tribune di San Siro per Milan-Salernitana

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