Milan, Sala (DAZN): “Kalulu come Tomori a Empoli, il protocollo è autolesionista” (ESCLUSIVA)

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Federico Sala ha parlato delle recenti problematiche legate al protocollo che regola gli interventi di arbitri e VAR

Nel corso del suo intervento a Lunch Press, Federico Sala si è espresso sui recenti episodi arbitrali occorsi in Inter-Juve, che potrebbero inficiare nella corsa scudetto del Milan, e come si sistema una situazione del genere.

L’intervista

Come si restituisce credibilità a questo campionato? – “La prima cosa da fare sia sistemare il protocollo. Dal mio punto di vista, il protocollo VAR è autolesionismo, lo dico da anni. Prima di Inter-Juve sono successi episodi analoghi, non è mai intervenuto il VAR, perché non può intervenire sui secondi gialli. Mi viene in mente Empoli-Milan di qualche mese fa, in cui Tomori viene espulso su un azione di fuorigioco di Colombo di un metro e mezzo. Anche lì il VAR non può intervenire. Poi ovviamente se succede in Inter-Juve succede un disastro e ne parlano anche dall’altra parte dell’oceano. La Penna sbaglia, Bastoni sbaglia, ma se tu risolvi alla radice non sbaglia nessuno. Hai le possibilità di risolverlo ora, finalmente l’anno prossimo si potrà risolvere. Ed è uno dei tanti aspetti che a me non piace di questo protocollo. Era successo anche un altro episodio, sempre con Bastoni, sul calcio d’angolo assegnato all’Inter col pallone fuori di mezzo metro. Sono situazioni oggettive sui cui è assurdo che il VAR non possa intervenire, si tratta di un auto-limitazione che rende lo strumento disfunzionale. Invece di avere la funzione di sistemare quello che succede in campo in base alla verità, ci si auto-limita. Non significa perdere due minuti per ogni cosa, se il pallone è fuori di mezzo metro basta comunicarlo via auricolare“.

L’ultimo quarto d’ora di Como-Fiorentina ha visto un atteggiamento degli ospiti molto discutibile, con simulazioni e perdite di tempo – “C’è un mezzo per risolvere questo problema, è molto facile. Basta arrivare al tempo effettivo, a quel punto i giocatori si adattano a due tempi da trenta minuti. Se ne parla da anni ma nessuno fa niente. Ovviamente se apri il regolamento per permettere a chiunque di fare un pò il furbo se ne approfittano tutti. Se togli la possibilità, abbiamo risolto il problema. Non capisco perché da anni non si voglia risolvere“.

Alla fine tutti ne parlano, però la Fiorentina perde tempo e porta a casa la partita e tre punti che possono salvarla, l’Inter in questo modo porta a casa i punti che possono fargli vincere lo scudetto. Se non si fa niente, da adesso in avanti, perché non dovrebbe succedere di nuovo il prossimo weekend? – “Esattamente questo. Il calcio è difficile, perché non è dentro-fuori, ci sono tanti aspetti che rimarranno sempre. Quando parliamo con Rocchi per Oper-VAR ci accorgiamo che ci sono episodi che comunque fai sbagli. Però ci sono cose risolvibili in cinque minuti, a livello di protocollo e regolamento, e sono oggettivi. Se ti metto due tempi da trenta minuti puoi perdere tutto il tempo che vuoi. La sceneggiata non la fai più. Ci sono strumenti oggettivi ma non li mettono in campo da otto anni“.

Si è perso un pò di buon senso, quando Zidane tira la testa a Materazzi non c’è il VAR, però è stato richiamato. Altra cosa, applicabile a tutti gli arbitri, La Penna tira fuori il secondo giallo in mezzo secondo, in una partita decisiva e vista in tutto il mondo. Il tempo che poteva prendere per discuterne e ragionare era più di quello che ha usato, soprattutto visto il peso della decisione – “Sono d’accordo. Lì il discorso è sempre lo stesso, ci sono arbitri più bravi e meno bravi, nella gestione e nella lettura delle situazioni. Questo succede tutte le settimane in qualsiasi ambito. Così come ci sono attaccanti che fanno gol e altri che sbagliano. Aldilà della capacità e della sensibilità di un arbitro, abbiamo i mezzi per evitare questa cosa. Abbiamo gli strumenti, usiamoli. Questo è un aspetto disfunzionale del regolamento da otto anni. Un secondo giallo è uguale a un cartellino rosso, perché uno è visionarie al VAR e l’altro no? Non cambia nulla“.

Su Chivu, prima si eleva ma quando si arriva al dunque e deve mettere in pratica le sue belle parole si abbassa a noi comuni mortali – “L’errore è antecedente, un conto è fare queste dichiarazioni a freddo nel pre partita, un conto è farle a caldo dopo una partita del genere. Diventa difficile tenere un certo tipo di linea. Resto dell’idea che nessun allenatore avrebbe detto che era simulazione. Si è messo nella condizione di rischiare di auto-smentirsi“.

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