Milan, Sacchi attacca: “Qual è lo stile del club?” Poi la risposta su Maldini

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Sono parole di forte critica quelle che arrivano da Arrigo Sacchi sulla stagione e sul momento in generale del Milan, tra lo stile del club e le scelte societarie

Arrigo Sacchi ha parlato in maniera chiara e diretta della stagione del Milan sulle colonne della Gazzetta dello Sport in edicola oggi: la critica è rivolta al calciomercato estivo e alla società, rea di aver allontanato Paolo Maldini e di non rispettare lo stile del club. Anche se ammette di “non conoscere gli americani e Furlani“, Sacchi sottolinea una grande differenza rispetto al suo Milan, nel quale “c’era una catena di comando chiara“.

“Lo stile ti dice chi sei e dove vai”

Di seguito, le parole dell’ex leggendario allenatore rossonero:

SCELTE SBAGLIATE: “Il mercato non è stato fatto bene […] sarebbe servito un difensore centrale affidabile e soprattutto un centravanti valido, che facesse rifiatare Giroud. Purtroppo è difficile integrare tanti stranieri insieme. E ho l’impressione che molti acquisti non siano stati decisi o almeno condivisi da Pioli e, se davvero fosse così, sarebbe un errore grave. In generale credo che il modo in cui è stata composta la rosa non sia quello giusto, non ho visto un progetto come era accaduto nel recente passato, ma una serie di operazioni slegate una dall’altra“.

QUAL E’ OGGI LO STILE DEL MILAN?: “Hanno sottovalutato la competenza di Maldini? Paolo aveva fatto molto bene, rispettando i bilanci e la storia del Milan. Aveva scelto un allenatore che cercava di uscire dal tatticismo per diventare uno stratega e lo aiutava non solo sul mercato, ma giorno dopo giorno. Temo che Pioli si sia sentito un po’ abbandonato dopo la decisione di fare a meno di Maldini. Io non conosco gli americani e nemmeno Furlani. Mi auguro che in società non ci siano diverse anime, altrimenti si rischia. Ai miei tempi c’era una catena di comando chiara: Berlusconi, Galliani, Braida, io. Avevamo tutti la stessa idea di calcio. I dirigenti erano competenti e insieme rispettavamo lo stile del club. Lo stile ti dice chi sei e dove vai. Qual è oggi lo stile del Milan?“.

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