Cafu racconta: “Dopo la Roma avevo firmato in Giappone, ma il Milan…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Marcos Cafu racconta il passaggio nel 2003 dalla Roma al Milan: le cose dovevano andare diversamente, anche se poi…

Nella settimana che porta alla prima delle due sfide tra Milan e Roma di Europa League, Il Messaggero ha intervistato Marcos Cafu, grandissimo doppio ex della partita. Il brasiliano ha raccontato cosa successe nel 2003, quando venne scaricato dalla Roma e finì al Milan… grazie ad una telefonata di Leonardo, Braida e Ancelotti.

Il racconto del brasiliano

Romanista o milanista? Incalzato dal giornalista de Il Messaggero, Marcos Cafù cerca di non fare dei torti alle due squadre che in Italia lo hanno consacrato nell’olimpo dei migliori terzini della storia: “Sono stato 6 anni a Roma ed è stato un periodo pazzesco. Con quella squadra rimarremo per sempre nella storia. Quando sono andato al Milan, inizialmente sembrava più facile vincere. Poi ci siamo riusciti ma non è stato facile“.

Se la Roma ha “un posto speciale” nel cuore di Cafù, il Milan è la squadra che gli ha regalato una seconda vita calcistica. Il brasiliano ha infatti raccontato il retroscena che lo portò nel 2003 a firmare per i rossoneri: “La Roma con me era stata chiara, spiegandomi che voleva cambiare e puntare su ragazzi più giovani. Ho accettato la scelta e avevo deciso di fare un’esperienza diversa. Per questo motivo avevo firmato con lo Yokohama, squadra giapponese. Poi un giorno mi chiama Leonardo e mi passa Braida che mi dice che Ancelotti mi vuole al Milan per due stagioni. La mia prima reazione è stata: “Ma siete sicuri? Io ho quasi 33 anni, lo sapete?”. E loro, “Sì, sì ti proponiamo un biennale”. Con queste premesse era impossibile rifiutare. Alla fine ho fatto bene, i due anni sono diventati cinque e ho vinto uno scudetto, un mondiale per club, la Supercoppa, ho disputato due finali di Champions, vincendone una. Poteva andare peggio“.

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