“Volevo il Milan, ho scelto il PSG”: la rivelazione dell’ex

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Due giorni a PSG-Milan, parla l’ex Javier Pastore: il Milan lo voleva, il Meazza lo ha applaudito, ma mercoledì tifa PSG.

Non c’è tempo per pensare troppo a MilanJuventus: i rossoneri di Pioli giocano ogni tre giorni e la prossima sfida è ancora più importante. Mercoledì sera, al Parc des Princes, il Milan si gioca un pezzo del passaggio del turno in Champions League contro il PSG. Come di consueto, prima di un match tanto importante, parlano gli ex. Questa volta è il turno di un ex “parigino” d’adozione, Javier Pastore (che ha militato anche nel Palermo e nella Roma, più recentemente), intervistato su Gianlucadimarzio.com. Cosa aspettarsi da PSGMilan? Chi e cosa temere nei parigini? Andiamo con ordine.

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Milan, è un PSG diverso

Gli scossoni dell’ultima sessione di calciomercato hanno completamente cambiato faccia al PSG, a partire dalla panchina, governata ora da Luis Enrique. I nomi di alto livello, però, rimangono moltissimi. Parla Javier Pastore: “Vedo un PSG molto cambiato. Senza Messi, Neymar e Verratti che hanno sempre fatto la differenza lì, così come Sergio Ramos che ha contribuito tanto soprattutto nel secondo anno, a nomi ha perso tanto, ma sono arrivati tanti giovani forti che mi piacciono molto”. Tanti nuovi acquisti portano una ventata di novità in una squadra al centro del ciclone nelle ultime stagioni, ma anche il bisogno di un periodo di assestamento: “Avranno bisogno di conoscersi un po’. Col tempo sarà una squadra difficile da battere (…) spero possano fare bene in Champions, perché la proprietà, la città e i tifosi ci tengono tantissimo”. Il Milan affronterà un PSG cambiato negli interpreti, ma non nelle ambizioni.

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Notti di Champions

Nel Milan ci sono Leao, Theo Hernandez e Maignan. Singoli importanti, che spesso il PSG stesso ha provato a corteggiare. Anche tra i parigini, però, le individualità importanti non mancano. Pastore: “Mi piace tanto Mbappè, perché ho giocato con lui, l’ho visto crescere e vedo il suo livello attuale, so cosa può dare ancora. Chi mi ha sorpreso in positivo è Dembelè.” Da non sottovalutare, poi, il fattore campo: “Il PSG al Parco dei Principi cercherà di fare la partita, mentre il Milan credo che farà la gara da squadra italiana, visti i tanti giocatori veloci davanti che fanno la differenza. Entrambe giocano bene, spero che sia una bella partita. Io tiferò PSG.”

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Memorie di Milan

Tanti anni passati in Serie A da avversario del Milan, per Javier Pastore. La reciproca stima e attrazione non è mai passata inosservata, soprattutto in ambito rumors di mercato. “Il Milan era la squadra in cui sarei voluto andare dopo Palermo. Mi avevano cercato, ma alla fine con Zamparini abbiamo optato per il progetto del PSG. Negli anni ci sono stati dei contatti per tornare in Italia e il Milan era interessato, ma la mia scelta è sempre stata quella di rimanere a Parigi”. Il rapporto con San Siro, poi, è sempre stato “magico”, soprattutto nella semifinale di Coppa Italia del 2011: “Per un giocatore l’ovazione di uno stadio di un’altra squadra è bellissimo. Io in quel momento ero in crescita, arrivavo dalla tripletta nel derby, è stato incredibile.”. Mercoledì sera, Pastore sarà ancora rivale del Milan con il “suo” PSG, questa volta davanti al televisore. Speriamo che, per questa volta, la partita sia indigesta, con tutto rispetto per El Flaco.

 

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