Il Milan “B” non funziona mai: le 7 partite che inchiodano Pioli

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Pioli continua a proporre un Milan totalmente rimaneggiato in concomitanza agli impegni europei: un focus sull’andamento della squadra nelle partite con le “seconde linee”

Nei suoi 5 anni alla guida del Milan, Pioli si è trovato a guidare la squadra nelle competizioni europee negli ultimi 4. La gestione dei giocatori impiegati, però, dalla scorsa stagione, ha subito una brusca inversione di tendenza in quanto a turnover e impiego di determinati singoli. Se nel primo anno in Europa League venivano direttamente impiegate le seconde linee e nella stagione del ritorno in Champions League le formazioni non presentavano cambiamenti rilevanti tra campionato e coppe, negli ultimi 2 queste reiterate turnazioni hanno causato un brusco rallentamento sul fronte Serie A. Nel caso si dovesse continuare con questa strategia riguardo il doppio impegno, il rischio è che il Milan di Pioli si complichi la strada verso un piazzamento tra le prime 4, senza avere la sicurezza di riuscire ad arrivare in fondo all’Europa League.

I precedenti parlano chiaro

Dalla stagione scorsa, sono almeno 10 i casi in cui, prima o dopo una partita europea, Pioli è ricorso ad un vero e proprio “Milan B”. In almeno 7 di questi, la prestazione ed il conseguente risultato sono stati negativi, anche contro squadre decisamente abbordabili.  Il primo caso è quello di Torino-Milan, giocatasi tra le partite contro Dinamo Zagabria e Salisburgo, dove il Milan incappa in una sconfitta condita da una prestazione poco accettabile. Nella stagione scorsa, in concomitanza con la fase ad eliminazione diretta, Pioli ha proprio deciso di dividere la rosa in 2: titolari da far giocare in Champions League, riserve in campionato. Così facendo la squadra ha perso 4 punti tra Empoli e Bologna, la famosa partita in cui l’allenatore schierò 10 undicesimi diversi. Milan-Cremonese e Spezia-Milan sono gli ultimi due esempi risalenti a punti persi (5) con l’attuazione del turnover massiccio prima di una partita europea.

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Il Milan di Pioli e il turnover quest’anno

Questi dati risultano già abbastanza eclatanti per analizzare questa situazione, ma se l’anno scorso almeno fino all’Euroderby, il cammino europeo aveva dato ragione a Pioli, il Milan di quest’anno non sembra dover ricorrere a questa strategia. Nonostante ciò sono almeno 3 i casi in cui l’allenatore ha attuato queste profonde modifiche. Il primo caso, da citare nonostante la vittoria finale, è quello di Genoa-Milan in seguito alla trasferta di Dortmund, dove i Rossoneri hanno vinto allo scadere con un goal contestato e Giroud in porta. Gli altri due sono quelli di Milan-Udinese, conclusasi con una sconfitta casalinga dopo aver schierato un anomalo 442 e l’ultimo nonché il più eclatante che riguarda la trasferta di Monza chiusasi con 4 goal subiti, dove Pioli ha schierato un Milan totalmente rimaneggiato nonostante un’ampia vittoria contro il Rennes nell’andata dei playoff di Europa League.

La squadra è stata rinforzata e l’utilizzo di diversi effettivi rimane opportuno, così come è importante rivalutare ciò che accade quando si cambiano 6/7 giocatori o un intero reparto.

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