Milan, Pioli in conferenza: “Mi sento un architetto! Favoriti? Non ci avete mai preso…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Milan, le parole di Stefano Pioli nella prima conferenza stampa della stagione 2023/2024

Da allenatore a “coach” del Milan: Stefano Pioli ha parlato ai microfoni dei giornalisti nella prima conferenza stampa della stagione, quella che dà ufficialmente inizio al raduno di Milanello.

Parola a “coach” Stefano Pioli

Di seguito, tutte le risposte di Stefano Pioli in conferenza stampa.

Prime sensazioni, primi flash, primi obiettivi di una giornata che dà sempre un marchio alla lunga stagione

“C’è emozione, è bello ritornare qui e rivedere tutti. E’ importante ricominciare a lavorare, solo lavorando si capiranno che percorso seguire”.

Il mese di giugno per Pioli, nuovo corso, nuova dirigenza: come li ha vissuti in questo nuovo ruolo quasi da manager?

“Ci tengo a ringraziare Maldini e Massara, se sono qui è anche grazie a loro. E’ stato un rapporto di stima. Io mi sono sempre sentito al centro del progetto del Milan. Prima parlavo con Paolo e Ricky, ora con Moncada e Furlani. Ho lavorato tanto in questo mese, anche in passato ho parlato con giocatori che sarebbero potuti arrivare. Il mio lavoro quindi non è cambiato più di tanto. Il nostro è un mercato di idee”.

Hai un po’ più peso nelle scelte? L’input lo dai? Qualcosa rispetto alla vecchia realtà tecnica è cambiato? Hai in mente dove rafforzare la squadra?

“Anche prima dicevo cosa ci serviva, ho sempre partecipato alla costruzione della squadra. Ho grande stima per i miei giocatori, ma credo che sia arrivato il momento di apportare qualche cambiamento”.

Sull’obiettivo: l’anno scorso era vincere lo scudetto, quest’anno? Sulla profezia annuale, prima Tonali, poi Bennacer… oggi?

“L’obiettivo è sempre ottenere il massimo ed essere competitivo in ogni competizione e provare a vincere qualcosa. E’ difficile dirlo ora chi migliorerà, il mercato è in continua evoluzione”.

Partirete per una tournée negli USA, che percentuale di squadra ti piacerebbe avere a disposizione?

“Vorrei tutta la squadra al completo, ma non è possibile. Il mercato dura fino al 31 agosto. Da qui alla partenza per gli USA il 21 luglio mi aspetto dei movimenti”.

La nuova struttura societaria vi espone di più al giudizio?

“No. Il destino di un allenatore dipende dai risultati. Io mi sono sempre assunto le mie responsabilità e lo farò ancora. Per quanto riguarda i tifosi, continuano a dimostrare che sono unici e sono i migliori”.

Sulle domande precedenti sul mercato hai sorvolato: c’è una maggior attenzione sul ruolo dell’attaccante da inserire in organico?

“Non è giusto andare sul singolo giocatore, ma ci saranno dei cambiamenti. Mancherà Zlatan, quindi la punta è un obiettivo”.

Hai parlato di cambiamento: giocatori o tattica?

“Questa è quasi la mia quinta stagione. Mi sento un architetto di una casa con una struttura solida, ma dove qualche zona andrebbe sistemata per avere diciamo qualcosa di meglio. Potrebbero esserci anche novità tattiche per avere maggiori vantaggi. Molto dipenderà anche dalle caratteristiche di chi arriverà. Con giocatori di qualità e di intelligenza si potranno fare cose nuove”.

Stefano Pioli sull’estrazione del calendario del Milan… difficile

“Io parto con grande fiducia, bisogna affrontare tutti gli avversari: dobbiamo solo pensare a lavorare bene. Dobbiamo sfruttare al meglio questi 40 giorni che abbiamo prima dell’inizio della stagione”.

Sul calciomercato, dalle occasioni ai giocatori italiani

“Non è che non vogliamo italiani. Noi cerchiamo giocatori adatti al nostro modo di fare calcio. Se saranno stranieri è perchè li riteniamo più adatti. Stiamo parlando di giocatori di alto livello che non avranno bisogno di un lungo periodo di ambientamento”.

Zlatan Ibrahimovic, vista la sua assenza farai un appello ai leader storici della squadra di raccogliere la sua eredità? In futuro ci potrà essere posto per lui come club manager?

“Questa squadra, anche grazie a Ibrahimovic, è cresciuta, ma ora abbiamo anche degli altri giocatori che possono essere dei leader, siamo più maturi di tre anni fa. Anche questa sarà una sfida, cioè essere vincenti anche senza Ibra. Ibra club manager? Lui è sempre il benvenuto a Milanello. Ho parlato con lui qualche giorno fa, non so ancora quale sarà il suo futuro e anche le scelte del club su questo ruolo”.

Cosa dirà ai giocatori più legati a Maldini? C’è la necessità di creare un nuovo equilibrio?

“Maldini e Massara sono stati protagonisti, ma è il club che dà continuità al percorso: i giocatori sanno dove sono, che maglietta indossiamo e cosa rappresentiamo”.

Ha sentito Cardinale? Cosa ne pensa dell’uscita di Sandro Tonali?

“L’ho sentito stamattina. Ha fatto l’in bocca al lupo alla squadra e mi ha motivato per la stagione. È una grave perdita dal punto di vista tecnico e bisognerà sostituirlo degnamente. Situazione buona per entrambe le parti per lui, difficile fare qualcosa di diverso…”.

Cosa ne pensa dei cambiamenti in panchina delle altre big di Serie A?

“Gli avversari saranno i soliti. Le griglie le fate voi e non gli ultimi due anni non ci avete mai preso… Non conta ora. Sarà un campionato combattuto e difficile”.

Stefano Pioli sul campionato, quanto sarà importante per il Milan avere un calendario “normale” senza sosta Mondiale? Ci preannuncia qualche cambio nel suo staff?

“Avere delle settimane tipo è ottimale per tutti. Avere meno turni infrasettimanale è un vantaggio, ma come per noi anche per gli altri. Sono usciti Roma e Betti, c’è ancora un posto e presto verrà riempito”.

Ha telefonato ai giocatori: che tipo di ragazzi ha incontrato con Loftus-Cheek e Romero? Ha parlato con Reijnders e Chukwueze?

“Loftus e Romero sono molto motivati, vogliono dare tanto a questa squadra. Una della caratteristiche migliori che possiamo cercare, al di là della qualità tecnica, sono le motivazioni. Chukwueze e Reijnders? Io parlo male un po’ tutte le lingue, ma cerco e spero di farmi capire…”.

Che caratteristiche cerca nell’esterno destro e nel centrocampista?

“Velocità e uno contro uno per l’esterno destro. Centrocampisti con caratteristiche diverse tra loro tra qualità, intensità…”.

Su Pierre Kalulu, terzino o difensore centrale? Sente di aver bisogno in difesa?

“Gli ho fatto un po’ di confusione. Partirà come centrale, ma nel caso servisse può fare anche il terzino. Se non ci saranno partenze credo che rimarremo così”.

Sul rapporto con Paolo Maldini

“Abbiamo avuto un ottimo rapporto. Ovviamente abbiamo avuto anche delle discussioni, che sono stati maggiori nell’anno dello scudetto. Il rispetto e la stima non sono mai mancate. Se uno lo teme viene esonerato. Conosco i rischi del mestiere”.

Dopo 37 anni è il primo raduno senza Silvio Berlusconi: come sta vivendo questa situazione? Ha qualche aneddoto?

“Ho saputo della notizia che ero sull’aereo per le Maldive. In questi anni di Milan, Berlusconi mi ha chiamato spesso. L’ultima volta qualche giorno prima della sua scomparsa. Ha sempre avuto un’amore incredibile per il Milan. Tutti i milanisti hanno perso un punto di riferimento. Ho parlato con Galliani. Siamo contenti di partecipare al trofeo Silvio Berlusconi”.

Sull’indiscrezione di una eventuale presenza di Franco Baresi a Milanello con più presenza, cosa significa?

“Non so se sarà così, Franco è il Milan e ha già una carica nel Milan: la sua esperienza non potrebbe che far comodo a tutti”.

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