Milan, i dubbi di Pellegatti: “Prima Maldini, ora Furlani: non c’è mai pace” (ESCLUSIVA)

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In esclusiva a Filo Rossonero, sul canale Youtube di Radio Rossonera, Carlo Pellegatti ha parlato di Milan-Lecce e del possibile arrivo di Comolli

In esclusiva per il canale Youtube di Radio Rossonera, in onda per il consueto appuntamento “Filo Rossonero“, Carlo Pellegatti ha trattato diversi temi. Partendo da Milan-Lecce, passando per le questioni societarie che vorrebbero l’arrivo di Comolli in dirigenza. Secondo Pellegatti la grande fortuna del Milan è proprio il gruppo squadra, che riesce a tenere lontane le voci esterne e a regalare costanti emozioni.

Le ultime sulla partita contro il Lecce

Ci saranno dei cambi a causa di alcuni acciacchi, ma la certezza ce l’avremo solo domani. Abbiamo 5 giorni prima della partita con la Roma, possiamo prmetterci di gestire senza fare troppo turnover, cosa che succederà a Reggio Emilia. La Coppa Italia adesso sarebbe sicuramente stata un piacevole ingombro“.

I dubbi sui continui cambi societari

Pellegatti non si esime dall’esprimere i suoi dubbi per i continui cambiamenti che coinvolgono la dirigenza negli ultimi anni: “Damien Comolli è una figura molto vicina a Cardinale. È il presidente del Tolosa, vediamo cosa succederà dopo la cessione. Ma che figura dovrebbe ricoprire? Furlani che fine fa? Se Comolli si occupa di conti, scouting e mercato, con una filosofia ‘Billy Beane’, nel Milan è conciliabile? Ibrahimovic a quel punto cosa farebbe? E Moncada? Le domande sono tante. Siamo nella solita situazione purtroppo: due anni fa fino al 30 giugno non si sapeva nulla su Maldini, l’anno scorso sollevato dall’incarico il 5 giugno, quest’anno deve arrivare Comolli. Sembra che non ci sia mai pace

Sempre legandosi ai discorsi societari, Pellegatti ricorda come grazie al calcio giocato queste voci vengano anche solo parzialmente tenute lontane: “Meno male che abbiamo Pioli e il suo gruppo che nonostante tutto sono sempre lì a darci delle emozioni fino alla fine. Per fortuna questo gruppo riesce a tenere lontano da tutti questi cambiamenti la squadra. Alla fine a noi interessa quello che fa la squadra la domenica.”

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