Milan, Pastore: “Post Pioli, ecco quando avremo il successore (e perché)”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervenuto in diretta a Cronache di Spogliatoio, Giuseppe Pastore ha analizzato la situazione relativa all’addio di Stefano Pioli dal Milan

Nel corso del podcast ‘L’Ascia o Raddoppia‘ targato Cronache di Spogliatoio, il giornalista Giuseppe Pastore ha parlato anche di Milan, soffermandosi in modo particolare sul futuro di Stefano Pioli.

Le parole di Pastore

“E’ impossibile che resti Pioli? Nulla è impossibile. In questo momento è l’unico allenatore del calcio attuale con un contratto col Milan, quindi al momento l’allenatore è lui. E’ evidente che Pioli è ai titoli di coda, e questo lo fa capire in tutte le salse lui ed il modo in cui il Milan lo ha un po’ dimenticato, abbandonato, dopo il derby dello Scudetto dell’Inter. Altro discorso è capire cosa ha in mente il Milan. Do per scontato che il Milan lo sappia, così come i vari Furlani, Moncada ed Ibrahimovic.

Non sono tenuti a informare ‘urbi et orbi’ la loro decisione, anche perché ci sono ancora tre partite e un contratto che non scade il 30 giugno. Quindi va prima esonerato, formalmente, e poi si dovrebbe annunciare il suo successore. Non puoi certo esonerarlo prima dell’ultima giornata ecco. Quindi questo enigma ce lo porteremo dietro fino al 26 maggio.

Molti giornali andavano su Conceiçao. Ho visto foto sue in cui stava amabilmente parlando col nuovo presidente del Porto Villas-Boas. I due sembravano essere ai ferri corti ma questo così non sembra. Nell’assenza di voci, di posizioni ufficiali del Milan, ognuno vada un po’ per i fatti propri e magari sulle 100 voci messe in giro c’è quella giusta”.

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