Stefano Borghi ha analizzato la sconfitta del Milan contro il Parma e spiegato cosa ne pensa del gol di Troilo
Il giornalista Stefano Borghi ha parlato di Milan-Parma suo canale YouTube. In particolare il suo commento ha virato sull’episodio finale del gol di Troilo.
Il commento
Questo è il suo primo pensiero sulla partita: “Il Parma era anche partito forte, poi si è difeso. Veniva da due vittorie consecutive ed è sempre rimasto in posizione tranquilla. Per me avrebbe gradito lo 0-0, poi si è ritrovato a vincere. Che Milan abbiamo visto? Non ho avuto la sensazione di una squadra impacciata, lenta o poco propositiva. Il Milan per me la partita l’ha giocata. Il piano partita di Allegri per lui era particolare, perché si è presentato con la formazione più offensiva della stagione e ha ritrovato la sua coppia principale davanti“.
Il giornalista si chiede quindi cosa sia mancato ai rossoneri: “Io ho visto un Milan che la partita l’ha fatta, non ha rinunciato a farla; ha creato, ma non ha concretizzato. Qua si viene alla questione offensiva. Io ho avuto l’impressione che l’incapacità di segnare non sia stata figlia né del valore assoluto del parco attaccanti, né di una proposta poco qualitativa. Ieri il Milan ha sbagliato lì davanti perché le occasioni le ha avute. Leao ha fatto per me una partita buona da centravanti, è stato sfortunato, ha preso quel palo clamoroso. Nella stragrande maggioranza dei casi lì la palla va dentro“.
Inevitabile il commento sull’episodio finale: “Quella è una situazione dove ci sono due casi assolutamente borderline: nessuno può dare la certezza che Valenti faccia fallo su Maignan o meno, e che Troilo faccia fallo su Bartesaghi o meno. Non si può accettare che quello sia un caso da VAR. La decisione di campo deve rimanere, perché il VAR non è una moviola in campo. Il regolamento parla di impossibilità per il giocatore che attacca di muoversi nella direzione del portiere perché quello è fallo. Se guardate bene l’episodio Maignan-Valenti, non c’è un movimento chiaro: siamo in una zona d’ombra dove il preparatore delle palle inattive individua la possibilità di inserire un “trucco”. Non è illegale, è una furbata, ma ai “trucchi” deve rispondere il regolamento. Io credo che il mondo arbitrale debba interrogarsi: se passa il concetto che si può mettere un uomo fisso davanti al portiere per impedirgli di uscire, allora ci ritroviamo con un problema“.