Nuovo stadio Milan, Ferrari (WeBuild): “San Siro soluzione complementare” (ESCLUSIVA)

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il futuro del Milan sarà a San Siro o in un nuovo stadio? Ne abbiamo parlato con Massimo Ferrari di WeBuild, società che studierà la ristrutturazione del Meazza

Sono stati, sono e saranno giorni caldi per Milan e Inter sul tema stadio, tra i progetti per un nuovo impianto e la situazione San Siro. Ai microfoni di Radio Rossonera è intervenuto Massimo Ferrari, general manager di WeBuild, società che opera nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria civile e che si è proposta, negli ultimi giorni, per una ristrutturazione di San Siro. Tra i motivi che hanno portato WeBuild a valutare il progetto e il modus operandi della società, Massimo Ferrari ha spiegato il perché, per il Milan, il progetto nuovo stadio a San Donato Milanese e quello della ristrutturazione di San Siro potrebbero essere complementari.

I motivi della proposta: “un’ipotesi win-win”

Ferrari introduce il tema spiegando il perché la società ha deciso di intraprendere questo percorso.

Da poco è iniziato il periodo di 3 mesi che il Comune, Milan, Inter e WeBuild hanno concordato per quanto riguarda lo studio di fattibilità: perché l’azienda si è messa al lavoro per fare questo primo studio? “Abbiamo raccolto una volontà unanime di esplorare in maniera professionale questa opportunità. Indipendentemente dai progetti delle singole squadre, c’è un periodo piuttosto lungo di diversi anni nei quali continueremo ad andare a San Siro a vedere le partite e non solo, ci saranno eventi di altro tipo. Se la spesa è ragionevole, poi vedremo a quali condizioni, è un’ipotesi win-win per tutti i soggetti. Sicuramente per le squadre, per la società congiunta e anche per il Comune in quanto dà una prospettiva di futuro e fa anche delle verifiche strutturali su San Siro”.

Modus operandi

Il general manager di WeBuild ha spiegato poi in che modo la società andrebbe a lavorare insieme a Milan, Inter e al Comune di Milano sul progetto San Siro.

Ci sono dei punti fissi che questo studio tiene in considerazione? “Prima della nostra riunione interna di kick-off del progetto con il sindaco e le squadre per raccogliere le loro indicazioni e per chiedere la documentazione disponibile, un punto fondamentale che abbiamo raccolto è la verifica della tenuta strutturale di San Siro. Realizzata in più fasi, la più antica risale a 100 anni fa. Sono già stati fatti degli studi naturalmente, e c’è un monitoraggio costante da parte del Politecnico di Milano che speriamo ci venga messo a disposizione. Poi c’è la necessità di migliorare alcuni servizi, dai bagni agli ascensori. C’è il tema del terzo anello, in parte inagibile e in parte può essere completato e risolvere alcune tematiche di insonorizzazione. La parte più desiderata dalle squadre è chiaramente l’incremento dei posti cosiddetti VIP e di tutte quelle attività che sono propedeutiche agli sponsor e a questo tipo di clientela. Questa è una cosa che potrebbe essere realizzata anche al di fuori dello stadio. Dico anche perché può essere complementare all’ipotesi che prevede solo uno sviluppo di quest’area tra il secondo e il terzo anello. Tutte cose da verificare, raccolte le indicazioni di tutti i soggetti inizieremo a farlo a brevissimo. Poi ci potrà essere un esito positivo e uno negativo. Nell’ambito dell’esito positivo, soluzioni diverse che si possono realizzare in 2/3 anni, tenendo conto che ci saranno l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali e probabilmente la finale di Champions League 2026/2027. Lo stadio va comunque reso compatibile con le norme FIFA e UEFA”.

Milan, San Siro o il nuovo stadio? Soluzione “complementare”

Nell’ultima domanda, il general manager di WeBuild Massimo Ferrari ha specificato che per il Milan, la soluzione di un nuovo stadio (a San Donato Milanese in questo caso) potrebbe andare di pari passo con quella della ristrutturazione di San Siro.

Quale vantaggio principale potrebbe avere ristrutturare San Siro rispetto a scegliere un’altra casa? “Lo stadio nuovo, per quanto si corra e tutto proceda nel migliore dei modi, ha bisogno di 7/8 anni almeno per quanto riguarda San Donato. Io la vedo, almeno per ora, come una soluzione complementare. Poi le squadre hanno dichiarato di continuare comunque l’avanzamento dei loro progetti. Poi se ad un certo punto scopriranno che San Siro, come il Camp Nou, venisse magicamente ristrutturato non durante la stagione sportiva e raggiungesse gli obiettivi senza richiedere impegni di investimento… queste sono tutte scelte che competono agli azionisti”.

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