Maria Rosa “Ninna” Quario ha rilasciato un intervista esclusiva: ecco le parole della giornalista ed ex atleta
Alle Olimpiadi di Milano e Cortina 2026 ha trionfato una grande tifosa del Milan. Si tratta di Federica Brignone che ha portato a casa due medaglie d’oro: una nel Super-G e l’altra nello slalom gigante. Oggi in esclusiva a Lunch Press è stato possibile intervistare la madre, Ninna Quario.
La rinascita dopo l’infortunio
“Da genitore, ho sempre sognato di vedere un figlio alle Olimpiadi. Tu hai vissuto l’emozione non solo di vederla gareggiare, ma di vederla vincere. Come ci si sente in questo momento?” – “Io ho partecipato a due Olimpiadi da atleta e a nove o dieci da giornalista. Quest’ultima a Cortina è stata la prima vissuta in relax, da mamma tifosa. Era l’edizione in cui meno mi aspettavo grandi risultati, visto l’approccio complicato: era la sua quinta Olimpiade. Invece è successo l’inimmaginabile. Quando ha vinto una medaglia, e poi addirittura due (soprattutto nel Gigante della domenica), è stata un’emozione fortissima. È stato bellissimo condividerla con tanti amici a Cortina; le ultime edizioni erano state in posti lontani e senza atmosfera, lì invece è stato il massimo“.
“Nel calcio si dice che le vittorie “pesano”. Queste medaglie pesano molto di più perché arrivano dopo il grave infortunio di un anno fa. Molti non scommettevano sul recupero di Federica. Dal punto di vista psicologico, come avete affrontato quel periodo?“ – “Dal 3 aprile, giorno dell’infortunio, Federica non ha mai avuto momenti di vero abbattimento. Ha affrontato tutto con positività e noi con lei. Il suo atteggiamento era: “È successo, non si torna indietro, cerchiamo di renderlo meno drammatico”. Io sono un’ottimista di natura e questo ha aiutato“.
“Come si fa a restare positivi quando rischi di buttare anni di lavoro per un infortunio proprio prima dell’Olimpiade?” – “Perché per Federica l’Olimpiade non era l’unico obiettivo. Ne aveva già fatte quattro, vinto tre medaglie e conquistato la Coppa del Mondo generale, che per uno sciatore è il massimo. L’oro olimpico avrebbe chiuso il cerchio, ma lei era onesta: non avrebbe cambiato nulla della sua carriera. Si è avvicinata all’appuntamento con leggerezza: “Io penso a guarire e a tornare a gareggiare, se ce la faccio per le Olimpiadi bene, altrimenti sarà per la gara dopo”. Questa serenità si è vista tutta nel modo in cui ha sciato“.
Il libro di Ninna
“Essere figlia di una delle migliori slalomiste al mondo le ha dato qualcosa in più? Hai scritto un libro, “Due vite, lo slalom parallelo con mia figlia”, dove racconti anche delle vostre diverse decisioni” – “Io ho smesso a un’età in cui Federica non aveva ancora vinto la sua prima gara. Forse io avrei mollato prima; lei invece ha una tempra pazzesca, è un “trattore”, anzi, un camion pesante che va dritto. Io mi sono ritirata dopo un piccolo intervento al ginocchio, erano anche altri tempi. Nelle Olimpiadi dell’ottanta arrivai a tre centesimi dalla medaglia, ma le gambe di Fede valgono molto più delle mie. L’emozione da mamma è dieci volte più bella che da atleta, anche perché da atleta quelle gioie non le ho mai provate (ride, ndr)“.
La fede rossonera
“Da dove nasce questa passione per il Milan?” – “Nasce forse sessant’anni fa. Da bambina facevo atletica all’Arena Civica di Milano e il Milan si allenava lì. Gianni Rivera, non so perché tra tutti i bambini, venne da me, mi diede una pacca sulla spalla e disse: “Brava, divertiti”. Fu amore immediato per lui e per il Milan. In casa eravamo divisi: io, mia mamma e mio fratello milanisti, mio papà interista. Questa passione l’ho trasmessa ai miei figli, Federica e Davide, tifiamo Milan da sempre“.
“Andate allo stadio insieme?” – “Sì, siamo stati a vedere partite di Champions e derby. Portammo anche mio papà a vedere un derby per i suoi novant’anni. Nel libro racconto della terribile sconfitta di Istanbul col Liverpool: dopo il 3-0 pensavo ai poveri tifosi che avevano speso soldi vedere questa partita, poi ci sono stati quei 13 minuti drammatici e i rigori con quel portiere insopportabile che saltellava. Quando hanno tirato l’ultimo rigore, Federica tirò un pugno a una poltroncina e la spaccò in due“.
“Rivera è stato il primo amore, ma oggi chi ti piace?“ – “Ho amato Pirlo e Pierino Prati. Oggi mi piacciono un po’ tutti, tifo la squadra. Anche se guardo principalmente le partite importanti, non solo del Milan, e mi piace molto la Nazionale. Spero che per il Mondiale ci saremo“.
Il calcio di oggi
“Il calcio sta perdendo romanticismo? La storia di Federica è d’ispirazione, mentre il calcio sembra più legato ai soldi” – “Non conosco abbastanza quel mondo per giudicare, ma il calcio resta un gioco meraviglioso da guardare, specialmente allo stadio. Federica, frequentando il J-Medical, ha conosciuto diversi calciatori e ha trovato persone molto umane. Forse il problema è l’allontanamento precoce dei ragazzi dalle famiglie per il professionismo. Mi danno fastidio solo le simulazioni e le sceneggiate in campo“.
“Sulla corsa scudetto: il Milan è a -10 dall’Inter. C’è ancora speranza?” – “Bisogna crederci sempre. Se l’Inter fosse andata avanti in Champions magari avremmo avuto più possibilità perché si sarebbero stancati. La gara finisce solo quando ci si ferma dopo il traguardo“.
“Federica aveva un idolo calcistico?” – “Aveva una maglia del Milan regalata dal nonno: era quella di Shevchenko“.
“Un consiglio a Leao, che viene spesso criticato per la sua attitudine?” – “Di non sprecare il suo talento. Quando è così evidente, bisogna coltivarlo. Federica ha un gran talento ma non si è mai tirata indietro nel lavoro, neanche per un minuto. Non bisogna accontentarsi, il talento da solo non basta, bisogna metterci qualcosa in più per andare oltre“.
“E ora, cosa aspetta Federica?“ – “Questo fine settimana è impegnata con le gare di Coppa del Mondo ad Andorra“.