L’intervista rilasciata dall’ex Milan Alessandro Nesta al Corriere della Sera che rivela la discussione con Massimiliano Allegri
Nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, Alessandro Nesta è stato intervistato dal Corriere della Sera: l’ex difensore ha ripercorso i fasti del suo Milan parlando delle leggende rossonere, svelando anche un curioso retroscena sul lavoro di Massimiliano Allegri.
Le parole di Nesta
L’arrivo al Milan: “Stavo male veramente . Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato “vai, anche quest’anno è andata”. E invece a fine sessione avvisarono me e Crespo che eravamo stati ceduti. Il meglio però avvenne la sera. Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: “Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici“. Sono andato forte quando ho capito che non ero arrivato solo nella squadra migliore del mondo, ma nel club in quel momento al top per organizzazione, visione e capacità economica“.
Il rapporto con gli ex compagni di squadra: “Paolo Maldini era l’esempio da seguire. Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all’ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi. Con Seedorf abbiamo avuto tanti scontri, ma le nostre liti erano sempre per il bene del Milan. Siamo molto amici, una volta doveva andare a Los Angeles e mi ha lasciato suo figlio a Miami per tre giorni”.
Il giocatore di maggiore talento secondo Nesta, però, era Andrea Pirlo: “Sapevo che era bravo, solo quando ho potuto lavorare con lui mi sono accorto che era geniale“. E proprio a causa sua, l’ex difensore italiano finì per discutere con l’attuale allenatore del Milan. “Quando l’ho avuto come tecnico ho discusso molto per il mio amico Pirlo: per me era inconcepibile che non fosse il perno della squadra. Per Max che arrivava da Cagliari non era facile entrare in uno spogliatoio di campioni che avevano vinto tutto ed erano a fine ciclo. Ora è molto più deciso, forte di tutte le esperienze e vittorie che ha ottenuto“.