Sacchi: “Ho rivisto il Milan collettivo, ma c’è un aspetto da curare”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha parlate delle diverse vittorie di Milan e Inter.

“La Milano del pallone si gode una gran bella giornata. Vince il Milan e vince l’Inter: in due segnano otto gol, mica poco. Ci sono ancora parecchi dettagli da sistemare, ma i successi sono benzina da inserire nel motore per affrontare al meglio il doppio impegno europeo. E lì sì che si vedrà il livello raggiunto da rossoneri e nerazzurri. L’Inter, a Firenze, scappa veloce come una lepre, va sul 2-0, poi si rintana (come purtroppo le capita spesso) e subisce la rimonta viola. Ma la squadra di Inzaghi ha forza, ha carattere, ha notevoli qualità tecniche e, alla lunga, porta a casa una vittoria che la rilancia. Non sono mancate le emozioni, a Firenze, ma va detto subito che i nerazzurri non hanno rubato nulla anche se il 4-3 è arrivato nei minuti di recupero. Mi sembra che i ragazzi di Inzaghi stiano bene fisicamente: ci sono giocatori, come Lautaro e come Barella, in ottima forma. Probabilmente manca ancora la mentalità vincente che porterebbe l’Inter a dominare il campo per tutta la partita. È su questo aspetto che si deve lavorare. Se ci sono determinazione e volontà, unite alle qualità tecniche che sono davvero buone, credo che l’Inter possa ambire a una veloce risalita.”

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“Dopo qualche prestazione un po’ così, il Milan sembra essere tornato un collettivo. Non tanto per il risultato rotondo con cui ha battuto il Monza, squadra che è migliorata e ha buone idee, quanto per l’ordine e per l’organizzazione che i rossoneri hanno mostrato soprattutto nel primo tempo. Nel calcio moderno è necessario che ci siano undici giocatori sempre in posizione attiva, sia in fase di possesso sia in fase di non possesso. A volte ho notato troppa distanza tra i reparti, errore da correggere in fretta: se si è lontani e slegati non si riesce a fare pressing, non si possono portare i raddoppi di marcatura, non c’è comunicazione e si va in difficoltà. Prendiamo Hernandez: giusto che si sganci e vada all’attacco, ma non deve mica fare l’ala. Oppure, se fa l’ala, ci dev’essere un centrocampista che lo copre. Altrimenti si è sempre in inferiorità numerica e Tomori è costretto ad allargarsi per fare il terzino, lasciando in questo modo l’altro centrale difensivo solo contro gli attaccanti avversari. È necessario che il Milan ragioni sempre come un collettivo, come un blocco unico. Brahim Diaz ha dimostrato di essere in grande forma, peccato che si sia infortunato e probabilmente non sarà disponibile per la partita di martedì in Champions League.”

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“A Zagabria sarà una battaglia: la Dinamo farà un pressing feroce, attaccherà a testa bassa e allora il Milan dovrà mantenere i nervi a posto, non reagire a qualche provocazione che sicuramente ci sarà e rispondere colpo su colpo. Guai a lasciare l’iniziativa all’avversario: i rossoneri devono prendere in mano la partita e dominare il campo. Probabilmente Pioli darà fiducia a De Ketelaere che, però, mi sembra demoralizzato. Non si deve abbattere: tutti gli stranieri, anche i più grandi campioni, al primo anno in Italia hanno fatto fatica. Lui ha i numeri per divertire la gente. Intanto, cosa da non trascurare, il Milan mette pressione al Napoli che sarà impegnato all’Olimpico contro la Roma. E tra Mourinho e Spalletti non c’è nulla di scontato.”

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Arrigo Sacchi

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