Milan-Monza, i rossoneri ritrovano ciò che gli mancava: il cinismo

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Nella giornata di sabato, alle ore 18:00, il Milan si è nettamente imposta per 4-1 contro il Monza. È stata senza dubbio una sfida affascinante e ricca di storia, una di quelle partite attese fin dall’inizio della stagione. Per qualcuno, poi, l’attesa per questa sfida risale ancora a prima, quando il Monza militava in Serie C. Si tratta di Silvio Berlusconi e di Adriano Galliani, i due che hanno portato il Milan sul tetto del mondo durante il loro 31 anni di presidenza. Una partita storica, dunque: la prima di Berlusconi e Galliani a San Siro da avversari. Gli uomini di Pioli, però, non vogliono fermarsi: non c’è amarcord che tenga.

 

E così il Milan si è imposta realizzando addirittura 4 reti, cosa che non accadeva dal 13 agosto, alla prima di Serie A contro l’Udinese (4-2). Contrariamente a ciò che può far intuire il punteggio, non è stata una passeggiata per i rossoneri. Le statistiche, infatti, parlano di una partita equilibrata, giocata con coraggio e a viso aperto dal Monza. Approccio che in qualche modo ha sorpreso gli uomini di Stefano Pioli, abituati ad avversari che si chiudono in questo tipo di partite. Eppure, il Milan si è largamente imposto, ritrovando una caratteristica fondamentale per una squadra vincente: il cinismo.

 

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La società di via Aldo Rossi, fin dallo scorso anno, ha espresso un calcio eccellente, uno dei migliori in Italia, se non il migliore. In questa stagione questa qualità di gioco si sta vedendo con meno costanza rispetto all’ultima stagione. Come si ovvia, allora, a questo problema? Certamente l’ambizione massima deve essere quella di ritrovare quel livello, inserendo con pazienza anche i nuovi innesti. Al fine di inseguire questo obiettivo, la sosta per il Mondiale in Qatar sarà fondamentale, con la ovvia esclusione di chi parteciperà a quella manifestazione. Nel frattempo, però, il Milan deve aumentare la precisione e la cattiveria sotto porta.

 

I tifosi rossoneri si sono ormai abituati a vedere i loro beniamini costretti a creare molte occasioni da rete per poter andare in gol: questo deve cambiare. Ciò che si è visto contro il Monza è un ottimo segnale in questa direzione. Il Milan ha calciato 12 volte, contro le 16 degli avversari. I tiri in porta dei brianzoli sono stati 6, quelli dei rossoneri 7. Nonostante ciò, il risultato finale dice 4-1. Questo indica che gli uomini di Stefano Pioli, forse, hanno finalmente ritrovato la precisione sotto porta che tanto è mancata. Se a questo aggiungiamo la cattiveria nello sfruttare gli errori degli avversari, in occasione del primo gol di Brahim Diaz e dell’ultimo di Leao, resta solo una cosa da dire: bentornato cinismo.

 

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