Ordine: “Diaz non è l’unico spunto utile per il Milan dopo il Monza”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Sulle colonne de Il Giornale, Franco Ordine ha commentato la vittoria del Milan per 4-1 ai danni del Monza.

“Di romantico c’è solo il risultato, lo stesso maturato molti anni prima, quella volta in serie B. Quattro a uno del Milan sul Monza con la stella di Diaz capace di brillare per un tempo appena, il primo, per poi sdraiarsi sul prato e denunciare la contrattura al gluteo, l’ennesimo insulto muscolare di questo tormentato periodo, che lo cancella dall’immediato futuro rossonero. Prodigiose le sue imprese balistiche esaltate, nel primo gol, da una percussione che ricorda da vicino quella contro la Juve e in occasione del raddoppio da una stilettata imprendibile nell’angolo lontano. Allora, stagione 82-83, come oggi, la differenza documentata dal risultato è tra la qualità complessiva dei due team e in particolare tra l’attacco di scorta del Milan che scopre finalmente il talento prezioso di Origi e la difesa del Monza, priva di Izzo sostituito dall’anello debolissimo Antov, autore di un paio di strafalcioni.”

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“Ecco l’altro spunto utile per il Milan: preziosa la risposta calcistica ricevuta da Pioli in capo al robusto turn over (6 cambi in partenza) allestito: dalla panchina possono arrivare vitamine indispensabili. Dest si arrende all’intervallo per un affaticamento ma Origi e Rebic possono dare una mano alla coppia Leao-Giroud, di sicuro in campo a Zagabria. A dire il vero, durante la migliore esibizione calcistica del Monza – e cioè sullo 0 a 1- decisivi risultano un paio di interventi di Tatarusanu, discusso sostituto di Maignan, che a dispetto di tante immeritate critiche, è pronto a dimostrare la sua affidabilità. Su una sassata di Sensi e un colpo di testa, centrale, di Carlos Augusto, dimostra ai 75 mila di San Siro che i guanti da portiere del Milan sono finiti in buone e sicure mani. Quando poi c’è da confezionare un lancio lungo per Diaz pescandolo solo a metà campo, la parabola è perfetta e viene poi trasformata dallo spagnolo nel primo sigillo.

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Ordine conclude: “Non si può applicare lo stesso metro di giudizio per De Ketelaere apparso disconnesso con la partita e i suoi. A fine partita sbava sotto porta mancando un gol facile facile: è ancora molto disorientato oltre che svuotato fisicamente e alla fine si infila negli spogliatoi a testa bassa senza salutare i tifosi. A Zagabria gli toccherà cancellare queste prime ombre. Uscito Diaz, tocca a Origi completare la sua prestazione di gran livello con un gol spettacolare (destro potente, palla sotto la traversa), degna festa al suo debutto dal primo minuto. Nell’ultima curva della sfida (il gol su punizione di Filippo Ranocchia firma l’1 a 3) arriva anche la zampata di Leao. Attenti però: che nessuno si lasci condizionare dal pesante passivo di ieri a San Siro. In questo Monza dietro il risultato, c’è del calcio di qualità. Rivitalizzato da Palladino, un altro esordiente scoperto da Berlusconi e Galliani, che ha portato palleggio e coraggio. La squadra destinata a risalire la classifica, avesse una difesa affidabile potrebbe puntare ancora più in alto.”

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Franco Ordine

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