Maldini: “Al Milan rapporti fantastici coi miei calciatori. Stadio? Non vado, logico”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Paolo Maldini è tornato a parlare dell’esperienza vissuta da dirigente del Milan: tra il PSG, gli inizi e il rapporto con Leonardo

Nella lunga intervista concessa a Radio Serie A, l’ex direttore dell’area tecnica del Milan Paolo Maldini ha parlato del suo percorso da dirigente, percorso che sarebbe potuto iniziare a Parigi. La leggenda rossonera ha infatti rivelato di essere stato vicino ad entrare nella dirigenza del PSG, prima della chiamata di Leonardo che l’ha convinto poi a tornare a rappresentare i colori che in campo ha sempre difeso. Maldini ha ricordato anche alcuni momenti dei suoi 5 anni da dirigente del Milan, concentrandosi soprattutto sul rapporto “speciale” con i calciatori.

Leonardo e il PSG

L’ex DTsta vivendo beneil suo presente, dopo 5 anni definitiintensi“. L’idea di diventare dirigente è nata dal fatto, continua Maldini, che “non volevo fare l’allenatore, non volevo lavorare in televisione“. La scelta di entrare a far parte della dirigenza del Milan è arrivata con Leonardo, “una persona con i miei stessi principi e ideali, perché si parla sempre di lavoro di squadra all’interno di un club“.

Incalzato da giornalista sul futuro dopo le famose dichiarazioni “Milan, Nazionale o niente“, Paolo Maldini ha rivelato di essere stato vicino al PSG: “Non ho mai detto di no, prima del Milan sono stato tre volte a Parigi e avevo dato la mia disponibilità, poi la cosa non è andata avanti“.

Maldini e l’esperienza al Milan: inizio e fine

Sull’esperienza conclusa in maniera brusca l’estate scorsa da DT del Milan, Maldini ha dichiarato che “i primi dieci mesi da dirigente sono stati di apprendimento, mi sentivo inadeguato, stavo imparando e non riuscivo a determinare qualcosa“. Poi, continua: “Quello che abbiamo creato non è stata solo una squadra vincente, ma anche tante relazioni con i giocatori… Con ognuno di loro si è creato un rapporto speciale. Quando vedo la fascia sinistra del Milan è sinceramente uno spettacolo“.

Sulla chiusura del rapporto non entra nel dettaglio, ma alla domanda sul seguire il Milan a San Siro risponde: “No, non vado più, è logico. Lo seguo insieme a Monza ed Empoli dove giocano i miei figli“.

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