Rafael Leao è l’unico giocatore della storia del Milan ad essere andato sempre in doppia cifra di gol ogni stagione
Questa mattina un’indiscrezione ha lasciato intendere che il Milan sia in procinto di offrire a Leao un rinnovo di contratto. Notizia esaltante per il portoghese, che nel frattempo è entrato nella storia del club con il gol di Cremona.
Stagione positiva
Antonello Gioia si esprime così sulle pagine del Corriere dello Sport: “Il brusio di sottofondo la carriera di Leao, probabilmente, non smetterà mai, neanche quando appenderà gli scarpini al chiodo. Si dirà ciò che poteva essere e non è stato, per esempio. Sulla scia di quanto si fa già oggi: attorno al portoghese, ci sono da sempre un alone di scetticismo e una strana forma di pretesa, come se quel che mette in mostra sul campo, in un modo o nell’altro, non basta mai“.
Nonostante le critiche, la stagione di Leao è positiva: “Il brusio prosegue e proseguirà, evidentemente, anche ora che Leao è nella sua miglior versione dal punto di vista realizzativo. Con la rete a Cremona, il portoghese ha raggiunto quota nove in campionato in appena venti presenze: la media generale dice che propone o una rete o un assist ogni due partite, una esultanza ogni 150 minuti sul campo. Numeri importanti, se non altro già migliori dell’ultima annata, quando il numero 10, allenato prima da Fonseca e poi da Conceiçao, mise a segno otto reti in 34 presenze“.
Leao nella storia
Ecco i dati che incoronano il portoghese nella storia del Milan: “Leao è al 15esimo all-time dei migliori marcatori del Milan con 80 reti in 282 presenze. Nell’ultimo ventennio, inoltre, è l’unico calciatore milanista ad essere andato sempre in doppia cifra di gol ogni stagione; l’ultimo a riuscirci era stato Shevchenko“.
Ma la statistica non si ferma qui: “Se si contano anche gli assist, il 10 è in top ten di sempre: il portoghese fa un gol o un assist con la maglia del Milan ogni 0,67 minuti giocati; per fare un paragone: ha la stessa media di Kakà, è appena dietro a Gullit, Savicevic e Weah (0,68) e guarda campioni come Ibrahimovic, Van Basten, Shevchenko, Pato e Inzaghi. Allegri, in questa annata, lo sta utilizzando da punta centrale; non è il suo ruolo prediletto e, forse, neanche quello in cui si trova meglio, ma segna e fa segnare. Che, in una partita di calcio, è sempre ciò che conta di più“.