Milan-Juventus, Zazzaroni: “Allegri quasi in mutande! Su Pioli…”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

L’editoriale di Zazzaroni su Milan-Juventus: lo spogliarello di Allegri, le lacrime di Locatelli, uno show offerto dagli “ex”

Ancora Milan-Juventus, prima di gettarci a capofitto nella sfida da dentro o fuori di Champions League contro il PSG. Ne abbiamo parlato in giornata: un Milan sfortunato e castrato dai suoi stessi errori, una Juventus corsara in grado di approfittarne e colpire al momento giusto, con una buona dose di fortuna (che non guasta mai). L’editoriale pubblicato oggi sul Corriere dello Sport di Ivan Zazzaroni riprende alcuni temi centrali della gara disputata ieri sera a San Siro, concentrandosi principalmente sul lavoro (e sullo show) di mister Allegri.

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Milan-Juventus, la notte degli ex

Lo spettacolo offerto dal campo, tutto sommato, non è stato dei migliori. Viste i prossimi impegni contro Paris Saint Germain e Napoli, c’era da aspettarselo: un Milan non troppo arrembante, una Juventus chiusa e arroccata nella sua area di rigore, almeno fino all’espulsione. Lo show principale lo hanno offerto due ex, abbandonati a manifestazioni di gioia (o di rabbia, non si è ancora capito per cosa) in modo fin troppo teatrale. Prima di tutto – nel finale – la rabbia di Allegri. Scrive Zazzaroni: “Prima ha calciato la bottiglietta, poi si è tolto la giacca. Rimasto in camicia e cravatta, Allegri si è liberato anche di quest’ultima e se la partita fosse durata altri quindici minuti probabilmente l’avrebbe chiusa in mutande e calzini neri”. Poi, Locatelli, che con un missile (deviato da Krunic) decide Milan-Juventus per la seconda volta in carriera: “Locatelli l’ha risolta col suo pezzo forte, il tiro dalla distanza di sette anni”. Dopo il gol, l’esultanza in lacrime e l’invasione di campo. Uno show tutto bianconero sotto gli occhi un po’ basiti del pubblico rossonero.

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La trappola di Allegri

Al di là delle emozioni straripanti dei protagonisti, MilanJuventus è stata una partita a scacchi vinta da Max Allegri. Ancora Zazzaroni: “E’ andata esattamente come aveva sperato. Thiaw gli ha dato una grossa mano lasciando il Milan in dieci al quarantesimo del primo tempo, ma il resto è tutto suo (di Allegri, ndr), frutto delle sue conoscenze, del calcio che oggi può fare”. Al Milan, in dieci, non è rimasto che aggrapparsi a Leao ma: “Energico e ossessivo è stato il trattamento riservato da gatti al portoghese” (e meritevole di ammonizione prima del settantesimo, aggiungiamo noi). A deludere, però, soprattutto il centrocampo rossonero, apparso particolarmente sterile: “Il Milan ha provato ad attaccare anche in dieci, ma troppi giocatori sono risultati sfasati (Musah, Reijnders, Adli) e l’uscita di Pulisic ne ha ridotto sensibilmente la creatività”. MilanJuventus finisce in favore dei bianconeri, ma nella lotta per lo Scudetto i padroni di casa rimangono avanti: “Per lo scudetto ci sono Inter, Napoli e Milan. La Juve è il cinese che attende sulla riva del fiume che gli altri anneghino nei loro limiti”. Nel caso di ieri sera, il limite è stata l’espulsione di Thiaw, altrimenti il risultato sarebbe stato diverso.

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