Ordine: “Milan, c’è dell’altro per spiegare lo 0-1 della Juventus”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

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Malick Thiaw non va considerato come l’unico colpevole della sconfitta del Milan contro la Juventus di ieri sera a San Siro. A scriverlo è Franco Ordine questa mattina in un editoriale di commento sulle colonne de Il Giornale: per il giornalista, il piano partita adottato da Massimiliano Allegri è somigliato molto a quello adottato da Simone Inzaghi nel derby perso dai rossoneri 5-1. La partita contro la Juventusdeve forse raccontare qualcosa al Milan e allo stesso Pioli“.

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Non solo Thiaw

“Dopo tante, forse anche troppe, sconfitte nella San Siro milanista, la Juve di Allegri ha un bel colpo di reni e piomba alle spalle della zona scudetto. Il Milan può mandare sotto processo l’ingenuità di Thiaw che si lascia aggirare da Kean costringendolo a una trattenuta che gli vale il cartellino rosso con i suoi ridotti in dieci ma forse c’è dell’altro per spiegare l’1 a 0 juventino. Perché la strada battuta da Allegri, nella preparazione, sembra prendere spunto dallo stesso piano di Simone Inzaghi in occasione del derby del 5 a 1: tirare indietro la squadra e scavare alle spalle dei difensori rossoneri profondi corridoi. In quel corridoio si infila Kean. E con i rossoneri ridotti in dieci, cambia completamente lo scenario per chi fin a quel punto è padrone sì del gioco ma lasciando traccia sul taccuino di una sola golosa occasione a metà della prima frazione. Troppo poco per meritare il vantaggio. Secondo scontro diretto perso: forse al Milan e allo stesso Pioli deve raccontare qualcosa il dato statistico”.

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“Un prima e un dopo spiegano quasi tutto” in Milan-Juventus

Per Franco Ordine, Milan-Juventus ha avuto un “prima” e un “dopo”:

“C’è un prima e c’è un dopo che spiega quasi tutto. Il prima è quello che molti si aspettano dalla Juve di Allegri il quale vuole scavarsi una robusta trincea nella propria metà campo per lasciare la prateria a Kean, il suo eversore dichiarato. Il Milan accetta con qualche eccesso di leggerezza tattica il compito di comandare il gioco e lo fa tradendo inevitabili difficoltà nel trovare gli spazi. La spiegazione è elementare: Weah è il primo marcatore di Leao (Gatti il secondo), Kostic il primo a occuparsi di Pulisic (il secondo Rugani). La Juve difende a 5 per capirsi al volo. […] Il dopo si srotola nella ripresa con Allegri che all’ora di gioco decide di chiamare i suoi all’assedio scegliendo dalla panchina Vlahovic più adatto di Kean nella circostanza. La svolta è dietro l’angolo ma non c’entra niente con un attacco in stile classico dei bianconero: una sassata di Locatelli da quasi 25-28 metri trova lungo la strada la deviazione diabolica di Krunic appena entrato e per Mirante, assolutamente incolpevole, c’è solo da stringersi nelle spalle. […] Pioli consuma tutti i cambi rimasti a disposizione, smonta e rimonta lo schieramento consumando tutte le energie rimaste senza creare rischi autentici alla difesa juventina che governa il finale della sfida con grande sicurezza”.

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