Il giornalista: “Juventus, così il Milan può metterti in difficoltà”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il giornalista Fabio Licari ha fatto il punto, alla sosta, sul campionato. Con un sguardo già proiettato a Milan-Juventus…

Doveva essere un testa a testa Napoli-Inter. Poi la vera antagonista dei nerazzurri è diventata la Juve senza coppe. Infine il Milan massacrato nel derby sembrava pronto per la ricostruzione. Stato dell’arte: Pioli in fuga, Inter che frena, Juve in risalita e Fiorentina splendente che s’insinua a sorpresa in zona Champions, precipitando Garcia in una dimensione pericolosamente simile alla crisi. E siamo soltanto all’ottava giornata“. Fabio Licari, in un editoriale sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, ha espresso tutta la sua sorpresa, il suo stupore e il suo divertimento in un avvio di campionato non proprio identico a quanto non ci si aspettasse ad agosto. Ma la testa va già al big match della ripresa: Milan contro Juventus.

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“Premesso che questa curva impazzita è bellissima per spettacolo e interesse, la morale è che d’ora in poi sarà meglio astenersi da giudizi definitivi. Può succedere tutto e il contrario, in buona compagnia con gli altri campionati top. Può darsi che a corsa lunga i valori teorici saranno ristabiliti ma, prima della sosta, City, Bayern, Psg e Barcellona, le ultime campioni, sono tutte al terzo posto. Ce lo siamo forse dimenticati ma un anno fa, stessa giornata, il Napoli aveva 20 punti (uno in meno del Milan oggi), alla pari con l’Atalanta e una lunghezza davanti all’Udinese: chi avrebbe profetizzato il dominio totalitario di Spalletti?”

“Di sicuro questo stop non fa benissimo al Milan, psicologicamente in fuga ben oltre i due punti della classifica. Il derby poteva davvero essere la fine di un progetto, su Pioli s’addensavano nuvole minacciose, e invece ecco la sfilata di quattro successi: Verona, Cagliari, Lazio e Genoa. Calendario non impossibile, gol di Pulisic faticosamente “leggibile” anche al Var, ma non si può negare che la risposta di carattere sia stata sorprendente, in simbiosi con la varietà tattica offerta da Musah e con la scoperta di Adli, risorsa forse colpevolmente sconosciuta anche da Pioli. Sarebbe l’ennesima rinascita di un tecnico che sa reinventarsi anche in 90’, ma ora dovrà studiare nuove soluzioni: contro la Juve, alla ripresa, mancheranno Theo e Maignan“.

Il Milan senza Maignan, l’anno scorso, era una categoria sotto. Nessuno invece ha veramente capito a quale categoria appartenga questa Juve. La botta con il Sassuolo sembra assorbita, i punti persi con il Bologna rivalutati dall’Inter. Resta la perplessità su un potenziale forse inespresso causa atteggiamento difensivista anche quando non sarebbe necessario. Spiace non rivedere la Juve dominante contro la Lazio. Ma, visto che il parametro di Allegri sono i punti, e nessuno ha la sua esperienza, fin qui ha ragione lui. La Juve è la sublimazione del cinismo: niente lo spiega meglio dello sfruttamento scientifico dei calci piazzati. Milan-Juve è il big match della ripresa: l’attacco a tre di Pioli, come quello di Dionisi, potrebbe creare più di un problema alla difesa bianconera costringendola a schiacciarsi a cinque. Ma torneranno Chiesa e Vlahovic”.

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“L’Inter sta a guardare, futuro Napoli imprevedibile”

“In tutto questo l’Inter sta un po’ a guardare: le due settimane di pausa aiuteranno a chiarirsi le idee. Real Sociedad, Sassuolo e Bologna propongono qualche interrogativo che neanche la bellezza vista con il Benfica può cancellare. Inzaghi va su e giù per le scale della critica, di sicuro il micro-turnover e i soliti cambi delle “figurine”, ruolo per ruolo, qualche dubbio lo insinuano. Pochi sanno preparare le partite come il tecnico nerazzurro, ma il respiro dei campionati richiede una visione gestionale a lungo raggio che ancora non gli appartiene. Forse anche per questo il meglio si vede nelle coppe. Impossibile però credere che, nel calcio mutante di oggi, una squadra come l’Inter non posso trovare soluzioni tattiche alternative a gara in corso, per essere meno prevedibile. Il Milan non è mai lo stesso, l’Inter sempre”.

Imprevedibile è il futuro del Napoli che in una notte ha disperso il tanto di buono visto con il Real: ma i nervi sono a fior di pelle e Garcia, dopo aver perso con Ancelotti, è stato messo sotto da Italiano. La Fiorentina è terza ed è bella perché combina l’organizzazione del suo tecnico con le individualità da Gonzalez a Kayode. Attenti però ai facili entusiasmi: il Monza ora risale, la Roma si scatena con Lukaku ma trema per Dybala, l’Atalanta cade per la terza volta, la Lazio risorge, il Frosinone stupisce con Soulé finalmente nel (suo) ruolo di ala pura. L’ultimo giudizio è già stato capovolto. Oggi pare sicuro solo il destino di Cagliari e Salernitana se non c’è reazione. Ma domani è un altro giorno e si vedrà”.

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