F.Inzaghi: “Al Milan anche per San Siro, pensavo di giocare ancora dopo l’ultima”

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Filippo Inzaghi si è raccontato nel corso di un’intervista parlando dei momenti più belli ed emozionanti con la maglia del Milan

Filippo Inzaghi è stato uno dei giocatori simbolo del Milan al quale è rimasto sempre legato, come dimostrano le sue parole in un’intervista rilasciata a Dazn. L’ex attaccante ha ricordato i trascorsi con la maglia rossonera: dalle emozioni vissute con le giovanili passando per i successi ottenuti con la prima squadra e concludere con l’addio al calcio giocato in quel Milan-Novara del 2012 dopo il quale sperava in un epilogo diverso della sua carriera.

Le sue dichiarazioni

Sul derby di Milano: “Ho fatto gol al primo derby con Terim. Non ne ho fatti tanti, ma ne ho fatti di importanti. Io ho vissuto anche i due derby di Champions del 2003“.

Su San Siro e Milanello: “Io venni al Milan anche per giocare a San Siro. In quello stadio ho realizzato i miei sogni. Mi ha sempre stimolato tanto e caricato. Milanello è eccezionale. Non ti mancava nulla. Si giocava anche a carte, mentre ora non sa giocare più nessuno. Era un modo anche per stare insieme. Ora non succede più. Adesso appena si finisce di mangiare spariscono tutti. Bisogna riscoprire per me certi valori“.

Sulla doppietta al Real: “Fu una serata magica. Ero partito dalla panchina, ma avevo portato due maglie per celebrare i gol numero 69 e 70 in Europa. Poi entrai e segnai una doppietta. Una di quelle maglie l’ho portata poi a Borgonovo. Quando penso a quella partita mi viene in mente anche il giorno dopo in cui gli ho portato la maglietta. Fu una partita memorabile, riuscì a superare Raul, poi vabbè sono arrivati Messi e CR7… A fine partita Mourihno mi abbracciò e mi disse che sperava non giocassi“.

Sull’addio al calcio giocato: “Dopo Milan-Novara sapevo che sarebbe state l’ultima partita con il Milan, ma non la mia ultima gara da calciatore in assoluto. Pensavo di giocare ancora, quindi l’ho vissuta un po’ meno male. Devo ringraziare Galliani che mi ha aspettato fino ad agosto, mi aveva offerto la panchina degli Allievi Nazionali del Milan, ma io volevo ancora giocare. I due anni nel settore giovanile del Milan sono stati bellissimi. Quando ho vinto il Torneo di Viareggio con la Primavera, per me era stato come vincere la Champions”.

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