Milan-Inter 1-1 – Un punto cucito sul petto: l’editoriale di Radio Rossonera

Pellegatti

Milan-Inter 1-1

Un pareggio che profuma più di vittoria di quanto abbia detto il campo stesso, non tanto per la prestazione in sé ma quanto per tanti altri significati nascosti nelle pieghe della gara.
Finisce infatti 1-1 il Derby di Milano contro un’Inter che lascia la sensazione di esser la squadra da battere se si vuole scucire lo scudetto proprio dalle maglie nerazzurre.

È stato un Milan figlio del proprio periodo storico in ogni senso: rimaneggiato da qualche assenza, con giocatori al rientro o stanchi per aver tirato la carretta a lungo ma più squadra dell’anno scorso, capace di soffrire e non sbandare al primo assalto o naufragare tra le ondate interiste.

È stata però la partita di Serie A dove il Milan ha sofferto di più complice la forza dell’avversario e anche qualche sbavatura tecnico-tattica. Se spesso o quasi sempre facciamo i complimenti a Mister Pioli ieri qualche errorino c’è stato spesso nella lettura degli spazi, con quei 20-30 metri che si aprivano alle spalle delle due punte interiste che i mediani del Milan faticavano a occupare e diventavano preda delle mezzali interiste o gli 1vs1 lasciati troppo spesso a Perisic e compagni sugli esterni.

Il Milan però non si è disunito e qui sta la notizia migliore della serata: contro un’Inter chiamata a condurre la gara e che aveva bisogno della vittoria per ricucire il divario in classifica il Milan ha comunque risposto colpo su colpo.
L’Inter ha espresso la miglior partita contro una grande del campionato da inizio stagione, il Milan no

L’inter aveva tutta la rosa a disposizione, il Milan no

L’inter aveva i titolari al massimo della condizione, il Milan no.
Eppure, e qui c’è la lieta novella, il Milan non è andato sotto come doveva accadere visti i distinguo sopracitati.
Ha sofferto, vero, è andato in svantaggio e si aggrappato al tuffo prodigioso di Tatarusanu, ha ringraziato la mira sbilenca di Barella, Lautaro e Vidal ma può anche recriminare per la doppia chances di Leao nel primo tempo, per l’occasione di Bennacer nella ripresa e per il palo di Saelemaekers con mancato tap-in di Kessiè.

E proprio su Franck si può aprire la parentesi sui singoli. Fatica ancora l’ivoriano, corre, sbuffa e si dimena a centrocampo ma non è più dominante come la scorsa stagione e ieri ha sulla coscienza l’errore di portarsi in area il pressing che ha portato al rigore. Meglio, molto meglio Isma Bennacer e bene anche Sandrino Tonali, non fosse stato per il gap fisico avrebbero sicuramente giocato i due “piccoletti”. Per Franck ormai conviene prendere ciò che può dare senza far paragoni col passato, questo è il Franck della stagione 2021-22, l’ultima in rossonero a meno di incredibili colpi di scena.

Da matita rossa e giro dietro la lavagna l’errore marchiano di Ballo-Tourè che porta al secondo rigore. Errore da scuola calcio, mai perdere il contatto visivo con palla e avversario. Fodè del reparto difensivo pare ancora quello meno on focus ma aspettiamo ancora un paio di mesi prima di dare giudizi sul valore.

Bene tutti i subentrati e qui si nasconde la seconda ottima notizia di serata. La rosa del Milan, finalmente quasi al completo, regalerebbe rotazioni di buonissimo livello, consentendo di non spremere il Leao di turno (anche ieri in riserva dopo la brillante prima mezzora) o di non poter fare cambi qualitativi. Ieri dalla panchina si sono alzati autori di buone prove come Kalulu e Bakayoko, autori di prove ancor più brillanti come Saelemaekers e Bennacer e autori di ottime prove come Ante Rebic. Un potenziale, completato dal Giroud nemmeno subentrato, che il Milan ancora non ha potuto esprimere per via delle numerose assenze dell’ultimo mese e mezzo.

L’impressione che lascia dunque questo Derby è la stessa degli ultimi due mesi. Il Milan si dimostra più squadra dello scorso anno, più adatto a soffrire, capace anche di accettare una partita non sua e comunque di uscire con un pari che classifica alla mano conta più di quello che si è preso l’Inter.
Non è stato il miglior Milan, tutt’altro. Eppure non ha perso contro la miglior Inter.

I rossoneri salgono a 32 punti in testa alla classifica, fotocopiano in filotto precedente con 4 vittorie e 1 pareggio, prendono 13 dei 15 punti a disposizione, mettono in archivio altri due scontri diretti e migliorano se stessi di 4 punti rispetto al pur eccellente cammino dell’annata precedente.

Ora la sosta, l’ultima del 2021, consentirà a qualche giocatore di tirare il fiato, se non a Milanello nei rispettivi ritiri delle Nazionali. Qualche rossonero, pur partendo con la propria rappresentativa non giocherà 180 minuti e potrà dunque rifiatare ma sicuramente il Milan tutto esce con maggior consapevolezza dalla gara di ieri

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photocredits acmilan.com

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