Milan-Inter – Al Derby della Madonnina si presentano due squadre reduci dall’impegno infrasettimanale di Champions. Lo stato d’animo è certamente migliore in casa nerazzurra, con la formazione di Simone Inzaghi ancora in corsa per la qualificazione mentre, dall’altra parte dei Navigli, il pareggio per 1-1 col Porto lascia soltanto qualche flebile speranza ai rossoneri.

In campionato però sta suonando tutta un’altra musica. Con l’Inter distante sètte punti dai cugini, spetterà ai nerazzurri il compito di andare alla ricerca quasi obbligatoria della vittoria mentre agli uomini di Pioli potrebbe bastare anche un pareggio.

Detto questo, che squadra si troveranno di fronte i rossoneri? Dal punto di vista delle presenze in campo, Inzaghi recupererà Perisic sull’out sinistro, mentre a destra ci sarà il solito ballottaggio Darmian-Dumfries.

Il dubbio più amletico che Inzaghi deve risolvere è però quello relativo al terzo centrocampista da affiancare a Barella e Brozovic.

Con Calhanoglu in campo la squadra nerazzurra aggiunge qualità nel palleggio, con l’ex milanista che contribuisce con la sua presenza a rendere il lato sinistro del campo quello forte dove transitano la maggior parte dei flussi di gioco dell’Inter.

Se il turco non dovesse essere pronto, ecco allora che ci sarà probabilmente spazio per Vidal, reduce da una bella prova in Champions. In generale, il possesso dell’Inter è fluido, con la squadra che può costruire 3-1 ma anche a quattro, facendo arretrare Brozovic fra i difensori e sviluppando 4-2-4 in zone più avanzate di campo.

I dati ci descrivono una squadra che ama palleggiare (53.1% di possesso) e costruire azioni manovrate (3.98 passaggi per sequenza offensiva, 131 attacchi con dieci o più passaggi) per settare il possesso nell’altra metà campo, all’interno di un sistema più libero rispetto a quello standardizzato creato da Antonio Conte nelle zone di rifinitura e finalizzazione.

In situazioni di open play (cioè non su calcio piazzato) l’Inter ha prodotto 14.6 xG generando 21 reti. 

In fase difensiva la squadra sembra troppo passiva. Il PPDA (12.3) indica una compagine che preferisce difendere con un blocco basso e questo lo si è riscontrato nei due big match contro Lazio e Juventus.

In entrambi i casi infatti la squadra di Inzaghi si è trovata in situazione di vantaggio ma non è riuscita a chiudere la partita. I nerazzurri si sono invece abbassati eccessivamente lasciando il dominio territoriale a biancocelesti e bianconeri col risultato di uscire dai due confronti in questione con appena un punto conquistato.

Oltre ad un atteggiamento troppo attendista, a finire sotto la lente d’ingrandimento è stata la gestione dei cambi da parte di Inzaghi col tecnico interista che spesso è intervenuto per modificare la formazione in campo con risultati non ottimali.

Leggi QUI la conferenza stampa di Pioli alla vigilia di Milan-Inter

screen from sics.it/videomatch_sics/

photocredits /inter.it

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