Milan-Inter a confronto, Sabatini: “È qui il divario, non c’è paragone”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Il distacco tra Milan e Inter fa discutere: è troppo ampio? Per Sabatini è un aspetto preciso che fa pendere la bilancia

Il Milan non è riuscito a stare al passo con l’Inter, che si appresta a vincere il ventesimo scudetto. Le motivazioni possono essere molteplici e al tavolo di Pressing su Mediaset ne hanno discusso. Solo colpa degli infortuni? Per Sandro Sabatini il Milan è inferiore e in particolare in una zona di campo.

Centrocampo nel mirino

“Il Milan non si può semplificare tutto, e lo dico anche per il Milan, con l’allenatore. Non è l’allenatore che gioca con la Playstation, non è l’allenatore che gioca a Football Manager sul mercato. È evidente che la situazione degli infortuni ha condizionato tantissimo. È altrettanto evidente che alcuni giocatori, tipo Chukwueze, andavano aspettati con la risposta che stanno dando adesso. È altrettanto evidente che, comunque la rigiri e comunque la metti questa squadra, il divario con il centrocampo dell’Inter è enorme. È quello che è il cuore di ogni squadra, secondo me. E con l’Inter non c’è paragone, obiettivamente. E con questo non ho nominato il derby, i derby persi, né nulla. Ho fatto semplicemente una valutazione tecnica di questa squadra, che magari poteva essere più vicina di 14 punti, ma è comunque inferiore all’Inter”.

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