Di Caro: “Milan e Inter, tanto diverse quanto uguali! I rossoneri…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Punteggio pieno, stesso numero di gol segnati, tanto di diverso ma anche tanti punti in comune: Milan e Inter si avvicinano a un derby che è già caldissimo

In un editoriale sulle colonne dell’edizione di questa mattina, il vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Andrea Di Caro, ha parlato dello straordinario inizio di campionato di Milan e Inter: dopo la pausa Nazionali è già tempo di derby, un derby che assume un significato importante nonostante arrivi alla quarta giornata di campionato. Cos’hanno in comune Milan e Inter? Cosa c’è invece di diverso nelle due squadre che hanno più impressionato nelle prime 3 giornate di Serie A 2023/2024?

“L’inizio del campionato parla milanese. Inter e Milan in testa insieme a punteggio pieno prima di un derby: non era mai successo nella storia della serie A. Certo, siamo solo alla terza giornata, ma le prestazioni ancor più delle vittorie esaltano le due tifoserie, spaventano quelle avversarie e fanno salire l’attesa per una delle stracittadine più affascinanti e incerte degli ultimi anni. Se il Milan venerdì ci aveva colpito per la terza volta consecutiva per intraprendenza, dinamismo, imprevedibilità, gioco corale e offensivo, perfetto inserimento dei nuovi acquisti, magie di Leao, varietà tattiche e intuizioni guardiolesche di Pioli, ieri l’Inter ha risposto con una altrettanto impressionante prova di forza, maturità, mentalità, solidità, concretezza, potenza, grazie a un gruppo storico al servizio della punta finora più letale del torneo, Lautaro, autore di 5 reti che potevano essere già 6 se avesse calciato lui il rigore lasciato a Chalanoglu”.

Diverse…

“Milan e Inter sono diverse ma hanno anche punti in comune. Hanno entrambe cambiato molto in estate, ma mentre il Milan ha rivoluzionato la sua metà campo e modificato anche il gioco grazie agli innesti delle mezzali Loftus Cheek e Reijnders e dell’esterno d’attacco Pulisic, l’Inter ha mantenuto modulo, certezze, atteggiamento, limitandosi a inserire Sommer al posto di Onana e Thuram al posto di Lukaku-Dzeko. Per ora gli altri colpi nerazzurri si siedono in panchina, ottime alternative da inserire a gara in corso. Certamente uomini come Pavard e Frattesi costati insieme quasi 70 milioni si ritaglieranno in stagione un ruolo importante, ma anche loro entrano in uno spartito già definito non per modificarlo. Non a caso dell’Inter si dice che ha due giocatori per ruolo, intercambiabili, e la rosa più larga del campionato. Dunque, mentre il Milan ha cambiato faccia e compiti anche a chi già c’era (leggi Calabria regista aggiunto accanto a Krunic oppure Theo che alterna sovrapposizioni a Leao a incursioni centrali che non danno punti di riferimento), l’Inter è quella che abbiamo visto spesso, ma ancora più convinta dei suoi mezzi dopo aver fatto soffrire anche il City in finale di Champions. Rossoneri più ariosi, anche se tornati tosti in mezzo (8 gol fatti e 2 subiti), e nerazzurri maledettamente solidi e compatti (8 gol fatti e 0 subiti)”.

… ma uguali allo stesso tempo

“In comune le due milanesi hanno lo spirito offensivo, la voglia di invadere sempre la metà campo avversaria con almeno 6 uomini: tridente, mezzali e un terzino a turno il Milan, coppia d’attacco, esterni e mezzali l’Inter. Questa voglia di attaccare con più uomini certifica il secondo aspetto comune: la mentalità vincente. Entrambe inseguono lo scudetto della seconda stella, obiettivo principe della stagione. Ulteriore sfida nella sfida quale sarà il club che se lo cucirà prima sul petto. La lotta al vertice quest’anno è molto più equilibrata. Il Napoli già fermato alla terza prova di Garcia sente suonare un campanello di allarme soprattutto in difesa, la cavalcata solitaria dello scorso anno sarà molto difficile da ripetere. E poi c’è la Juve che, dopo il mezzo passo falso in casa col Bologna, ha ripreso la corsa con una meritata vittoria a Empoli. Il 2-0 finale con Danilo e Chiesa (seconda rete stagionale fortemente voluta), poteva essere molto più largo visto anche il rigore fallito da Vlahovic, un gol sfiorato da Chiesa e uno annullato a Pogba che ha subito un nuovo infortunio muscolare”.

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